Vino, Garda Doc: un potenziale da 20 milioni di bottiglie

Un brand identificativo di un territorio noto in tutto il mondo e che punta a valorizzare i vitigni varietali del Lago. Il clima Mediterraneo a ridosso delle Alpi e la luce unica, diffusa e chiara, ge...

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Un brand identificativo di un territorio noto in tutto il mondo e che punta a valorizzare i vitigni varietali del Lago.

Il clima Mediterraneo a ridosso delle Alpi e la luce unica, diffusa e chiara, generata dal riverbero dell’acqua nelle giornate di sole contraddistinguono i territori del Garda. Terre di olio e di vini dove le uve raggiungono la piena maturazione, ma mantengono, in genere, nei vini note profumate e freschezza. Nei declivi attorno al Lago si coltivano dieci importanti denominazioni storiche, alcune come Bardolino, Soave e Valpolicella famose in tutto il mondo, altre meno note.

Il Consorzio Garda Doc

Per valorizzare i singoli varietali delle 10 denominazioni dell’area gardesana, tra Lombardia e Veneto, le spumantizzazioni e alcuni vitigni internazionali che danno interessanti risultati nei terroir del Lago, nel 1996 è nata la denominazione Garda Doc su cui oggi il Consorzio di tutela vuole spingere l’acceleratore. Nelle province di Brescia, Mantova e Verona si producono circa 20 milioni di bottiglie delle 10 denominazioni storiche (Custoza, Bardolino, Valpolicella, Soave, Lessini Durello, Lugana, San Martino della Battaglia, Valtenesi, Terra dei Forti, Colli Mantovani), 40 milioni di chili di uve all’anno. “Abbiamo quindi un potenziale aggiuntivo di altre 20 milioni di bottiglie – osserva il direttore del Consorzio Garda Doc Carlo Alberto Panontche derivano dalle produzioni non destinate alle denominazioni storiche confluite negli Igt, nello sfuso o vendute ad altre cantine fuori dal territorio del Garda”.

I vitigni principali sono otto, quattro a bacca bianca: Garganega, Trebbiano, Chardonnay, Pinot Grigio e quattro a bacca rossa: Corvina, Marzemino, Merlot e Cabernet Sauvignon. Interessanti gli esempi di spumantizzazione sia con metodo classico che italiano per i quali è in corso l’iter di approvazione del Cda prima e poi di richiesta alla Regione e al Ministero per indicare in etichetta il nome del varietale insieme a Garda Doc (es. Garda Doc Garganega).

Un brand internazionale

La frequentazione del Lago da parte di numerosi turisti stranieri rende il Garda un brand conosciuto in tutto il mondo. L’indicazione in etichetta rappresenta quindi un volano per i vini del territorio sia nei ristoranti della zona e della Penisola sia nell’export, rimandando subito a un’esperienza o a un’origine nota anche a chi vive a migliaia di chilometri di distanza dal nostro Paese. “Garda Doc è complementare alle 10 denominazioni – precisa il presidente del Consorzio Paolo Fiorini –. Vogliamo che le terre del Garda vengano identificate anche per i vini varietali e le bollicine”. 

https://youtu.be/FfvBaH_BLcU

L’azienda Ricchi di Monzambano (Mn), produttrice di 300mila bottiglie all’anno, è un esempio di questa complementarietà. "Chardonnay, Merlot e Cabernet sono vitigni da sempre coltivati sulle colline mantovane – spiega Chiara Stefanoni, titolare della cantina insieme ai fratelli Claudio e Giancarlo –. Abbiamo aderito fin da subito alla denominazione Garda Doc che riguarda l’80% della nostra produzione e sancisce la storicità che questi vitigni internazionali trovano da sempre nei nostri territori. Alle denominazioni Colli Mantovani riserviamo il 5% della produzione alla denominazione Alto Mincio Igt e agli spumanti il 15%”.

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