Vino e materie prime: è allarme per i produttori italiani

A pochi giorni dall'inaugurazione di Vinitaly, l'allarme per i produttori vino italiani è già scattato. E proprio in un momento in cui gli ordini avevano incominciato ad arrivare di nuovo, è diventato...

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A pochi giorni dall'inaugurazione di Vinitaly, l'allarme per i produttori vino italiani è già scattato. E proprio in un momento in cui gli ordini avevano incominciato ad arrivare di nuovo, è diventato più difficile evaderli per mancanza di materiali.

A mettere nero su bianco una situazione divenuta ormai paradossale è Cristiana Lauro, Wine business promoter, strategic consultant for wine producers e scrittrice enogastronomica (così recita la sua "firma" su Facebook) che dalle colonne di Dagospia.com elenca tutto ciò che non va nel settore.

Il vetro è introvabile e i prezzi aumentano anche senza preavviso. Molte vetrerie - dice l'esperta - hanno chiuso durante la pandemia, qualcuno è fallito, ma i costi energetici per produrre vetro non sono eliminabili.

Scarseggiano anche i cartoni per gli imballaggi, le capsule e le etichette. A mancare, inoltre, è la carta in generale con la conseguenza che la poca disponibile che diviene oggetto di speculazione, e venduta in quei mercati che possono permettersi di assorbirne il costo più elevato. Ma non è finita, perchè sia la carta che il vetro sono dipendenti dall’energia, i cui prezzi come si sa sono saliti alle stelle.

Se le spese sono lievitate a dismisura per i produttori di vino, gli aumenti dei listini non sono ancora arrivati a toccare i consumatori finali. Il motivo? "Sono banditi da distributori, e-commerce, grossisti e anche dal dettaglio", prosegue la giornalista sottolineando come, al di là della Alpi, "i vini francesi sono cresciuti con percentuali che sfiorano il 20% e nessuno batte ciglio".

Insomma, dopo due anni di pandemia che hanno bloccato molte unità produttive un po’ ovunque, i disagi provocati dalla logistica ha dato il colpo di grazia, creando una bolla speculativa per ciò che riguarda il trasporto dei container in giro per il mondo. Con il risultato che anche nel settore vinicolo, la "tempesta perfetta" da più parti evocata ha già incominciato a far sentire i suoi effetti. 

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