L'Italia produce circa il 21% del valore mondiale delle macchine destinate all'industria delle bevande e dei prodotti alimentari liquidi. Una quota che sale al 47% nelle tecnologie enologiche e raggiunge il 60% nel packaging del vino. Sono i dati dell'analisi realizzata da Mecs, centro studi di Acimac e Ucima, ripresa da Beverfood in vista della 31ª edizione di Simei, in programma a Fiera Milano dal 17 al 20 novembre insieme alla nuova manifestazione Bevertech. Il mercato mondiale di riferimento vale complessivamente 44,6 miliardi di euro. Di questi, 16,7 miliardi riguardano i settori rappresentati da Simei, tra cui vino, birra, distillati e olio, mentre 27,9 miliardi appartengono al comparto delle bevande analcoliche e dei liquid food, al centro di Bevertech. L'affiancamento delle due manifestazioni riflette la crescente convergenza delle tecnologie impiegate nei diversi comparti del beverage. Nel vino, tuttavia, la situazione è meno favorevole di quanto suggeriscano le quote italiane. Il mercato mondiale delle macchine enologiche vale circa 2,6 miliardi di euro, di cui 2,03 miliardi per il processing e 572,6 milioni per il packaging. Le tecnologie di processo sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al 2024, ma hanno registrato una contrazione media annua dell'1,2% tra il 2021 e il 2025. Il packaging mostra invece una crescita dell'1,6% nell'ultimo anno. L'Italia resta anche il primo mercato mondiale per la domanda di macchine di processo per il vino, con 305,2 milioni di euro, davanti a Stati Uniti e Francia. Le previsioni al 2030 indicano però una ripresa contenuta, mentre le prospettive più dinamiche riguardano l'Asia Pacifico. Per i costruttori italiani si profila dunque una sfida precisa: difendere una posizione di leadership in un comparto che cresce poco, cercando nuove opportunità nelle altre categorie del beverage. In questa prospettiva si inseriscono sia Bevertech sia la presenza, all'interno di Simei, di Distillo, la manifestazione dedicata alle attrezzature per le microdistillerie. Due iniziative che ampliano il confronto industriale oltre il vino, in un momento nel quale la diversificazione dei mercati può diventare importante quanto l'innovazione tecnologica.