I farmaci GLP-1, utilizzati nel trattamento del diabete e dell'obesità, potrebbero incidere anche sui consumi di alcol. A sollevare la questione è Heineken, che ha condiviso con i propri clienti del settore hospitality britannico una presentazione sulle possibili conseguenze della diffusione di medicinali come Ozempic e Wegovy. Secondo quanto riportato da BeverageDaily il gruppo teme che la riduzione dell'appetito e del desiderio di bere possa penalizzare soprattutto birra e sidro, modificando le abitudini di consumo nei pub. I primi dati sembrano giustificare l'attenzione. Una ricerca condotta nel Regno Unito da Drinkaware e KAM rileva che, tra le persone che assumono GLP-1, la frequenza dichiarata del consumo di alcol è diminuita del 29%, passando da 3,1 a 2,2 giorni alla settimana. I quantitativi consumati sono scesi del 16% e la spesa per alcolici nei pub, bar e ristoranti del 30%. Il 34% degli intervistati riferisce inoltre una riduzione del desiderio di bere, mentre il 18% segnala disturbi, tra cui nausea, associati al consumo di alcol. Negli Stati Uniti, un'analisi Circana citata nell'articolo rileva che, dopo due anni, le famiglie con almeno un utilizzatore di GLP-1 spendono mediamente il 7% in meno per gli alcolici rispetto a quelle senza utilizzatori. Per la birra la differenza raggiunge il 13,5%. Si tratta però di associazioni statistiche, non della dimostrazione che siano i farmaci a provocare direttamente il calo dei consumi. Per il fuori casa, la questione va oltre il possibile calo dei volumi. Se una parte della clientela beve meno, cambia anche il modo di costruire lo scontrino: porzioni più piccole, alternative analcoliche e una proposta gastronomica adeguata acquistano maggiore importanza. I GLP-1 potrebbero accelerare comportamenti già osservabili, dalla moderazione alla ricerca di bevande meno alcoliche. Quanto peseranno effettivamente sulle vendite resta da dimostrare