La tracciabilità richiesta dal regolamento europeo sulla deforestazione comporta nuovi costi e adempimenti per i produttori di caffè. Per facilitare la raccolta delle informazioni, Fairtrade International ha lanciato Plot Insights, uno strumento digitale gratuito destinato alle cooperative certificate di caffè e cacao. Come racconta Daniel Muraga su Barista Magazine, la piattaforma permette di raccogliere e verificare i dati geografici degli appezzamenti agricoli, necessari per documentare l'origine delle materie prime. Il funzionamento prevede il caricamento delle informazioni relative ai singoli terreni, un controllo automatico della qualità dei dati e la segnalazione degli eventuali errori. Un sistema sviluppato con la società olandese Satelligence consente inoltre di effettuare analisi del rischio di deforestazione. Le cooperative mantengono la proprietà delle informazioni e possono decidere con chi condividerle. Da ottobre, attraverso l'integrazione con il sistema Fairtrace, i dati possono essere collegati ai contratti di vendita tra cooperative, esportatori e importatori. In questo modo gli operatori europei possono ricevere informazioni strutturate da utilizzare nelle proprie procedure di dovuta diligenza. Secondo Fairtrade, oltre 800 cooperative di caffè e cacao sono già state assistite attraverso le reti regionali dei produttori. Fairtrade Africa dichiara inoltre che il 92% dei produttori certificati dell'Africa orientale e centrale è pronto ad affrontare gli obblighi dell'EUDR. Il limite principale riguarda l'accesso. Plot Insights è attualmente riservato alle cooperative certificate Fairtrade, mentre l'estensione ad altri operatori è prevista in fasi successive. Per chi appartiene al sistema, lo strumento può ridurre le difficoltà tecniche della raccolta dei dati; per gli altri produttori, la ricerca di soluzioni adeguate rimane aperta. La questione riguarda anche gli importatori e le torrefazioni europee, chiamati a gestire informazioni che provengono da migliaia di appezzamenti, spesso coltivati da piccoli agricoltori. Il problema non è soltanto ottenere coordinate geografiche, ma assicurarsi che siano corrette, aggiornate e riconducibili ai prodotti acquistati. L'iniziativa di Fairtrade affronta uno degli aspetti più onerosi della tracciabilità, ma evidenzia anche il divario tra chi può contare su un sistema organizzato e chi deve costruirselo. La disponibilità di strumenti condivisi potrebbe incidere sulla capacità dei piccoli produttori di continuare a vendere sul mercato europeo.