Il 29 settembre, alla presentazione di "ECCELLENTE!", il seminario pubblico di APEI in programma a Roma dal 3 al 5 ottobre, Iginio Massari ha collegato il futuro della pasticceria italiana a un tema che raramente entra nei convegni di settore: il cambiamento climatico. Comunicaffè riporta le sue parole: "Con il cambiamento climatico, se parliamo di agricoltura e materie prime, c'è una difficoltà enorme", osserva il presidente di APEI, portando come prova concreta un dettaglio già visibile nei campi italiani: "Ormai le banane e i frutti esotici si coltivano in Calabria e in Sicilia". Massari insiste sulla responsabilità individuale, "di ogni cittadino", citando lo smaltimento scorretto delle pile come esempio di gesto quotidiano con conseguenze ambientali, e chiede che l'educazione ambientale entri nei programmi scolastici fin dalle elementari. Tuttavia, un allarme sul clima che individua la causa in "ogni cittadino" rischia di distribuire la responsabilità in modo così ampio da renderla quasi impalpabile, proprio mentre la stessa iniziativa che lo lancia festeggia, con tanto di ospite d'onore internazionale e passerella istituzionale alla Camera, l'eccellenza di un comparto, quello della pasticceria artigianale, che di materie prime agricole a filiera lunga vive e si nutre. E lascia aperta una domanda scomoda per il fuori casa, settore che vive quotidianamente di materie prime legate a un territorio specifico: quanto della propria narrazione di filiera regge ancora, se il territorio che quella filiera racconta sta già cambiando sotto i piedi di chi lo coltiva.