Al vertice per giro d’affari nel settore vinicolo italiano ci sono le Cantine Riunite-Giv, con 594 milioni di euro di fatturato nel 2017 (+5,1% sul 2016, di cui 385 milioni del Gruppo Italiano Vini e 226 di Cantine Riunite); a seguire, Caviro, con 315 milioni di euro (+3,9%) e Antinori, con 221 milioni di euro (+0,4%):.
A rilevarlo è l’indagine annuale condotta da Mediobanca sul settore vinicolo italiano e internazionale, che analizza i volumi aggregati del periodo 2012-2016, integrati con interviste alle imprese per i dati pre-consuntivi del 2017 e le attese sulle vendite del 2018.
Scorrendo poi la classifica, alle spalle del terzetto di testa si incontra Zonin, che ha realizzato una crescita del 4,2% portandosi a 201 milioni di euro, e Fratelli Martini a 194 milioni (+13,3%). Da segnalare infine che sette società hanno realizzato nel 2017 un aumento dei ricavi superiore al 10%: La Marca (+30,7%), Farnese (+28%), Ruffino (+15,5%), Enoitalia (+14,5%), Contri (+14,1%), Fratelli Martini (+13,3%) e Mezzacorona (+13,1%).
Il mercato e le previsioni
I dati pre-consuntivi del 2017 del comparto vinicolo italiano mostrano un settore in crescita per l’ottavo anno consecutivo (+6,5% rispetto al 2016). Si tratta del maggior incremento degli ultimi 5 anni.
Anche nel 2017 l’export ha rappresentato il volano delle vendite (+7,7% sul 2016), in un quadro in cui anche il mercato domestico ha fornito un contributo decisivo (+5,2%). Gli “spumanti” (+9,9% sul 2016) crescono di più dei “vini non spumanti” (+5,6%) e anche sul fronte dell’occupazione il mondo del vino registra un aumento, con un +1,8% rispetto al 2016.
Quali sono le previsioni per il 2018? In linea con il segno più dei principali indicatori, le aspettative di vendite per il 2018 restano positive: il 93% delle società esaminate prevede di non subire un calo delle vendite nell’anno in corso, mentre solo il 7% attende una flessione dei ricavi. Il 17,4% ritiene addirittura che le crescita sarà superiore al 10%.
