Tu lo conosci il Sig. Rossi? Italiani in pausa pranzo

Ma la pausa pranzo è davvero un momento di business per il nostro settore? A voler ben guardare si tratta di un’occasione imperdibile per bar e ristoranti perché, pare, gli italiani sono sempre più fu...

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Ma la pausa pranzo è davvero un momento di business per il nostro settore? A voler ben guardare si tratta di un’occasione imperdibile per bar e ristoranti perché, pare, gli italiani sono sempre più fuori casa all’ora di pranzo. A confermarlo, una recente ricerca commissionata alla società Squadrati da Heineken per il lancio della nuova birra analcolica Heineken® 0.0.
L’indagine evidenzia un dato molto interessante: solo il 5% degli intervistati fa la pausa pranzo raramente, quasi l’80% non la salta mai. Cambia tuttavia la modalità di fruizione: per il 50% delle persone la pausa si svolge sempre nello stesso modo, in particolare per le fasce più alte d’età (55 – 64 anni); può durare almeno 30 minuti per il 25% di questa parte di intervistati e fino a 1 ora per il 31%.
Per la restante metà – ma ci sono punte del 64% tra gli studenti – il tipo di pausa varia a seconda dei giorni e può durare da meno di 30 minuti per il 48% fino a 3 ore per più del 25%. Il momento della pausa pranzo viene associato in primis al cibo buono e ai concetti di relax e rigenerazione energetica – con un valore rilevato intorno al 30%, ma non mancano coloro che la correlano alla fretta (16%) e addirittura allo stress, seppure in percentuale risicata (4%). Altro dato da tenere in considerazione è che il 34% degli intervistati trascorre la pausa pranzo con la famiglia, ma c’è un buon 24% che la consuma fuori casa con i colleghi; solo l’1% con clienti/fornitori o il capo/superiori; c’è poi un buon 24% che preferisce consumare il pasto isolato. 

I PIATTI E LE BEVANDE DELLA PAUSA PRANZO
Le tendenze wellness di questi anni sembrano trovare conferma nei dati emersi dalla ricerca, che rileva un ruolo principale per un primo piatto a base di pasta – 43% seguito ad ampia distanza da piatti proteici (carne 20%) ma soprattutto da verdura e contorni (24%) con punte del 30% al crescere dell’età (over 45) e da frutta (23%) con punte di quasi il 30% tra gli uomini.

Ma il dato assolutamente da non trascurare è il basso impatto di scelte veloci quali panini/piadine che registrano poco più del 10%. Ad accompagnare il pasto troviamo perlopiù l’acqua – 85% tra naturale e gasata; limitata la scelta di vino e birra (rispettivamente poco più del 10% e 5%), quest’ultima per motivazioni diverse tra quanti la bevono però saltuariamente in altre occasioni: perché non indicato per gestire poi il proprio tipo di lavoro (oltre il 20%) e perché si ha la sensazione che induca sonnolenza / riduca la lucidità (oltre il 20%).
Non manca la motivazione legata a motivi di benessere, ovvero l’idea che sia calorica (poco più del 15%). Nel loro ideale di pausa pranzo rientra “bere qualcosa che dia gusto alla giornata” (61%), “bere qualcosa che aggiunga gusto ai piatti che mangio” (61%). Ciò a cui aspirano gli intervistati è anche “bere una bevanda analcolica con un sapore più deciso rispetto all’acqua, non dolce come le bibite o i soft drink”. In particolare, sono alla ricerca di bevande che diano gusto sia ai piatti che mangiano sia alla giornata gli studenti (rispettivamente 66% e 71%), chi risiede al Sud e nelle Isole (67% e 65%) e chi beve birra in pausa pranzo (76% e 73%). 

IL PROFILO DEI CLIENTI
Dal piacere più totale per il cibo da consumare in una lunga pausa anche di tre ore, al tour de force a base di tramezzini tra una commissione e l’altra. Dalla ricerca spasmodica del piatto più bilanciato al desiderio di fare un pisolino rigenerante. Stanno in questo perimetro gli italiani quando si parla di pausa pranzo, un’area ricca di atteggiamenti e sfumature tradotte da Squadrati in 4 principali profili. 

Gli Edonisti, ovvero quelli che anche in pausa pranzo hanno voglia di prendersi del tempo per coccolarsi con cibo e bevande gustose, senza troppi sensi di colpa. Che ci sia di mezzo una giornata positiva da festeggiare o una negativa da dimenticare, ogni scusa è buona per pranzare con gusto e trattarsi bene.
Gli Imbruttiti, sono campioni mondiali nel fare il maggior numero di cose nel minor tempo possibile: email, bollette, lavoro arretrato. E mangiare è solo una delle tante cose che fanno in pausa pranzo. Spesso nel minor tempo possibile.
Gli Sciallati, la pausa pranzo è prima di tutto un momento per rilassarsi ed evadere dalle noie quotidiane. I loro alleati sono il “power nap” alias la pennichella rigenerante, le serie tv, la musica, le chiacchiere con amici e colleghi, le attività sui social network.
I Salutisti, cioè quelli che controllano attentamente ciò che mangiano in pausa pranzo. Badano alla qualità, ma anche ai carboidrati, ai grassi, agli zuccheri, al glutine, le proteine animali. Se non hanno nei paraggi un locale davvero fidato sfoderano il loro jolly: la “schiscetta” super-equilibrata.


Il consiglio? Studiate a fondo i vostri clienti al fine di proporre loro il cibo giusto a seconda del profilo che avete individuato tra gli aficionados. Non lasciatevi cogliere impreparati!

Infografiche: Squadrati. Ricerca Heineken® 0.0

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