Dopo anni di crescita quasi ininterrotta, il bourbon americano si trova davanti a un problema inatteso: aver prodotto troppo. Drinks International analizza la crescente eccedenza di whiskey presente nei magazzini statunitensi, risultato di investimenti effettuati quando la domanda sembrava destinata a salire indefinitamente. Molti produttori si trovano oggi con scorte importanti da smaltire mentre i consumi rallentano e la premiumizzazione mostra segnali di affaticamento. È una vicenda che merita attenzione anche fuori dagli Stati Uniti. Per oltre un decennio il bourbon è stato uno dei simboli della crescita dei distillati premium. La convinzione implicita era che il mercato avrebbe continuato ad assorbire bottiglie sempre più numerose e sempre più costose. Oggi la realtà appare più complessa. Per cocktail bar e distributori potrebbe aprirsi una fase caratterizzata da maggiore disponibilità di prodotto, nuove politiche commerciali e possibili pressioni sui prezzi. Più in generale, la crisi dell’abbondanza del bourbon ricorda che nessuna categoria cresce all’infinito. Anche nel beverage, prima o poi, arriva il momento in cui domanda e offerta tornano a fare i conti tra loro.