La sugar tax italiana torna al centro del confronto politico e industriale. Beverfood riporta che il governo avrebbe accolto alcuni ordini del giorno sostenuti da Assobibe, l’associazione che rappresenta i produttori di bevande analcoliche, riaprendo il dibattito sull’applicazione della misura prevista per gennaio 2026. Il comparto continua a contestare una tassa considerata penalizzante per consumi, produzione e occupazione, soprattutto in un momento di forte pressione su costi energetici, materie prime e marginalità industriali. Per il fuori casa il tema resta molto concreto. Soft drink, mixer e bevande zuccherate rappresentano ancora una componente importante di aperitivo, mixology e consumo veloce. Un aumento fiscale avrebbe inevitabilmente effetti su pricing, formati e marginalità dei locali. Allo stesso tempo il dibattito mostra quanto il beverage stia entrando in una fase sempre più delicata sul piano reputazionale: da una parte la pressione salutistica e normativa, dall’altra il rischio di trasformare il consumo in una questione esclusivamente fiscale. Il punto probabilmente non sarà eliminare zucchero o tassare categorie intere, ma capire come costruire prodotti e occasioni di consumo percepite come più equilibrate senza impoverire esperienza e libertà di scelta.