Roma Whisky Festival, oltre 4200 partecipanti all'ultima edizione

61 aziende, 72 stand, circa 2000 metri quadri di spazio espositivo e 4200 persone attratte da etichette spesso introvabili o poco reperibili nei circuiti nazionali: sono questi i numeri che hanno scan...

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61 aziende, 72 stand, circa 2000 metri quadri di spazio espositivo e 4200 persone attratte da etichette spesso introvabili o poco reperibili nei circuiti nazionali: sono questi i numeri che hanno scandito la dodicesima edizione del Roma Whisky Festival, andata in scena nella Capitale il 24 e il 25 febbraio scorsi nel Salone delle Fontane.

TRA le novità presentate in occasione dell'evento, quelle di Lost Dram che ha portato Finn Thompson, un brand di whisky cask strenght, e tutta la gamma Morrison Distiller. Tra questi, il Carn More, un prodotto variegato (sia Highland, che Speyside e Lowlands), distillato presso diverse distillerie e invecchiato sia in single cask, che in due o più botti molto datate.

Della stessa gamma l’Old Perth, un blended malt invecchiato in botti sherry. Degno di nota l’Islay Mac-Talla di Morrison, invecchiato in botti Pedro Ximenez e imbottigliato in un’unica edizione, a margine di Feis Ile 2023, il Festival del Whisky più importante al mondo. Un’altra novità è Lindores: distilleria Lowlands di proprietà privata, invecchiato in botti di bourbon, STR di vino rosso e sherry.

Tra le novità presentate da Rinaldi 1957, ora guidata dalla nuova Direttrice Marketing Valentina UrsicArran, micro-distilleria dell’omonima isola, caratterizzata da una distillazione particolarmente lenta e un invecchiamento in botti di diverse tipologie, tra le quali anche vini europei come il nostro Amarone.
Non è passato inosservato neppure Raasey, un whisky che trae il nome da un’isola delle Ebridi interne, popolata appena da 161 persone. Un prodotto vecchio stile, dai sentori particolarmente torbati. Novità anche da Suntory, con tre nuovi prodotti dedicati ai 100 anni del brand: Hibiki edizione Centenario, con una bottiglia dipinta a mano, Yamazaki 18 imbottigliata da 100% Mizunara cask (botti di rovere giapponese) e Hakushu 18 in una variante “Peated Malt”, con sfumature più torbate, anomale per un whisky nipponico. 

Nel corso del Roma Whisky Festival sono stati decretati anche i premi per Miglior Scotch Whisky, Miglior American Whisky, Miglior World Whisky e Miglior Cask Strength.

A vincere come Miglior Scotch Whisky è stata la morbidezza nei sentori primaverili, di caramello e frutti di bosco del Nc'Nean Organic Small Batch Single Malt Scotch Whisky "Huntress 2023 Woodland Candy", etichetta distribuita da Gemma Spirits. Un Highland, mix di due invecchiamenti: al 65% in botti che ospitavano bourbon e al 35% provenienti vecchie botti vino rosso. Nc’Nean è frutto della visione di Annabel Thomas, che dal 2003 guida un brand che si distingue per il rispetto degli ecosistemi e della sostenibilità: oltre il 99% dell’energia usata per la distillazione proviene da fonti rinnovabili.

Secondo posto per l’Islay torbato Morrison Mac-Talla Strata 15yo Islay Single Malt Scotch Whisky, distribuito da Lost Dram e terzo posto per un altro prodotto Nc’Nean, il Nc'Nean Organic Small Batch Single Malt Scotch Whisky "Quiet Rebels Lorna", distribuito sempre da Gemma Spirits.

Il premio per Miglior American Whiskey è andato a Jack Daniel's Bonded, distribuito da Brown-Forman: una novità per il brand del Tennessee. Un prodotto distillato secondo il procedimento “Bonded”: unica distilleria, unica stagione di distillazione, magazzini controllati federalmente e imbottigliati a 50%. Un prodotto a gradazione alcolica più alta, invecchiato in botti di quercia e dal colore più scuro, un’innovazione nel segno della tradizione, che ha vinto il primo posto.

Secondo posto per Yellowstone Kentucky Straight Bourbon Whiskey Single Barrel Hand Picked Collection Lion’s Choise, distribuito da Meregalli e terzo posto per WhistlePig 12 Years Old, distribuito da Moet Hennessy.

Per il premio Best World Whisky, il primo posto è del Single Malt giapponese Mars Tsunuki edition 2022. Distribuito da Fine Spirits, è invecchiato in botti ex bourbon, e imbottigliato a 50°, è un distillato che si distingue per la sua complessità nei sapori e nelle note umami. Secondo posto per l’Irish Single Malt Dunville's PX 12yo, distribuito da Spirits e Colori, e terzo per l’israeliano Milk & Honey Apex Dead Sea, distribuito da Mavolo.

Per il premio di Best Cask Strength, riservato ai whisky non diluiti dopo l’invecchiamento, il primo premio è andato al Single Malt The Glenallachie 2011/2023 Oloroso Puncheon, un single cask Speyside, una distribuzione di Lost Dram da sole 731 bottiglie in tutto il mondo, invecchiate in botti di Sherry Oloroso, capace di dare ricchezza e corpo a questo prodotto. Secondo posto per Laphroaig 10 Original Cask Strength Batch 016, distribuito da Stock e terzo posto per Glendronach Cask Strength Highland Single Malt Scotch Whisky Batch 9, distribuito da Fine Spirits.

Al Roma Whisky Festival non sono mancate neanche le masterclass, tenute dai maggiori rappresentanti del whisky mondiale: da Lucie Stroesser, International Sales Manager di Douglas Laing’s, che ha presentato i prodotti e il lavoro di un imbottigliatore indipendente, a Fergus Simpson, Global Brand Ambassador di Duncan Taylor, che ha raccontato la gamma pluripremiata del marchio, fino a Kirstin MacDonald, che ha raccontato alla platea romana le caratteristiche e le qualità di un marchio come Glenfarclas.
Diversi i contributi italiani, da Marco Gheza, che ha raccontato le origini e le tecniche del mondo Suntory e dell’universo Laphroaig, a Marco Fedele, Brand Ambassador Molinari, che ha narrato i valori e la storia della distilleria Bruichladdich. A seguire tali approfondimenti sono state più di 400 persone alle quali vanno aggiunte le oltre 150 che hanno partecipato invece al corso sull’ABC del Whisky.

Grande riscontro, infine, l'ha raccolto pure l’area vintage che, come spiega Andrea Fofi, organizzatore della manifestazione, è stata "letteralmente presa d'assalto per tutta la durata dell'evento, a dimostrazione che esistono veri e propri whisky lovers appassionati e intenditori, disposti ad assaggiare cose più rare nonostante siano più costose".

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