L’obbligo di accettare i pagamenti digitali con carta e bancomat, senza incorrere in sanzioni, resta fissato a 60 euro.
E' l'ultimo capitolo di una vicenda, quella del tetto per l'utilizzo del contante negli esercizi commerciali, che si potrà dire conclusa solo con la definitiva approvazione della legge di bilancio 2023 entro il 31 dicembre. Così, in attesa che i dubbi sollevati dall'Unione Europea vengano risolti (le nuove regole sul contante per Bruxelles vanno nella direzione sbagliata, ndr), il testo della manovra per il 2023 è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato, firmato dal capo dello Stato Sergio Mattarella e trasmesso alla Camera.
Mini-pagamenti anche in contanti
Come si ricorderà, Bruxelles in passato aveva cercato di incentivare l’uso di carte e bancomat per ridurre l’evasione fiscale anche in Italia, nell'ambito degli impegni presi per ottenere i fondi comunitari del Pnrr. Una raccomandazione recepita dal secondo decreto Pnrr, varato dall'esecutivo Draghi ad aprile, che aveva fissato la data di inizio delle sanzioni al 30 giugno 2022 (la sanzione avrebbe dovuto essere di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale fosse stata rifiutata l'accettazione del pagamento).
Adesso invece, l'inversione di rotta. Con lo scopo di rendere più facile l’uso del contante, infatti, la legge di bilancio 2023 prevede che, per le cifre inferiori a 60 euro, i commercianti non saranno più tenuti ad accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat, e le multe verranno sospese.
Le reazioni delle associazioni
Contraria alla nuova impostazione sono le associazioni dei consumatori. “Chiediamo l’intervento della Commissione Ue, vista la palese violazione degli obiettivi fissati con il Pnrr. Non solo per gli esercenti è più veloce il pagamento, ma si facilita il pagamento degli stranieri e si fidelizza il cliente rispondendo alle sue richieste ed esigenze”, dice ad esempio il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.
"Una misura che esalta chiaramente il rischio di facilitare l’evasione fiscale, così come del resto viene fatto con la norma che innalza il tetto ai contanti fino a 5.000 euro", commenta Federconsumatori.
A loro ribatte Sergio Paolantoni, presidente Fipe Roma e proprietario del Caffè Palombini all'Eur. "Il pagamento digitale è sostanzialmente accettato ovunque e nella bozza della legge di bilancio viene confermato il suo utilizzo. Quello che viene a mancare è la sanzione per la mancata accettazione per importi sotto i 60 euro", spiega. "Trovo che sia concettualmente corretto: noi siamo assolutamente a favore dell’utilizzo della moneta elettronica essendo un sistema ormai diffuso in tutto il mondo, ma ciò che chiediamo è che vengano azzerate le commissioni bancarie per i piccoli importi. Chi ha un’attività commerciale paga le commissioni agli istituti bancari anche sull’Iva, è un meccanismo troppo oneroso, basti pensare al caffè. Così come per legge noi esercenti dobbiamo avere il Pos e accettare pagamenti digitali, per legge chiediamo al nuovo governo che venga detto alle banche di abbattere le commissioni per importi piccoli, la soglia potrebbe essere 25 euro ad esempio”.