Drink trend dalla prima edizione di MIxology Experience. Intanto, abbiamo visto diversi nuovi prodotti naturali, alcolici e non, perfetti anche per donare una tonalità cromatica particolare alla miscela.
Rosa, verde, blu. E persino nero. Sì, hai capito bene. Succede con Taurus, primo black gin italiano, un London Dry secco e dal gusto persistente, che consente di creare tra le altre cose un elegante Gin Tonic bicolore.

E poi spuntano nuove ricette ad hoc,
low alcol e colorate, patrocinate dalle stesse aziende: una su tutte,
Lillet Jolie. Si tratta di un aperitivo rosa con Lillet rosè e tonica di soli 5 gradi. Come una birra. E a proposito di low alcol o zero alcol, non solo sono in linea con il concetto di bere responsabile ma permettono ai gestori maggiori margini di guadagno sul drink e possono essere forieri di consumi superiori.
Non è finita: è boom di gin craft italiani con botaniche regionali: dal siciliano Insule ai sardi Soero e Rena 41. Senza scordare il gin marchigiano di Mauro Mahjoub: 2PUNTO4.
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foto @devid_rotasperti[/caption]
Dall'Italia all'estero, aumentano le referenze in arrivo da Paesi privi di storia nel mondo del gin. Pensiamo per esempio a Norvegia e Filippine, con il Santa Ana distribuito da Rinaldi 1957.
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Giuseppe Capotosto[/caption]
Tra le novità green, il
primo vermouth biologico di Bordiga, non ancora sul mercato, che ci racconta nel
video servizio il brand ambassador
Giuseppe Capotosto.