Dall’11 al 14 maggio 2026, Mixology Experience torna a Fiera Milano Rho, all’interno di TuttoFood, con la sua quinta edizione. Mixology Experience nasce da un progetto di Bartender.it e si è affermata grazie anche alla collabroazione con Fiere di Parma come piattaforma di riferimento per aziende, brand, bartender, distributori, buyer, operatori Horeca e professionisti della ristorazione. Nel 2026, però, la manifestazione passa da fiera di settore a vero e proprio osservatorio internazionale sul futuro del bere, dell’ospitalità e del rapporto tra food e beverage.
La collaborazione con Fiere di Parma rafforza questa visione TuttoFOOD spinge con decisione sul beverage e riconosce nella mixology una delle aree più dinamiche per interpretare il fuori casa contemporaneo. In questo scenario, Mixology Experience diventa il luogo in cui il beverage dialoga con la distribuzione, con la ristorazione, con l’export, con il turismo e con la cultura gastronomica italiana.
spiega Luca Pirola, ideatore e organizzatore di Mixology Experience
Un cambio di centralità
La nuova collocazione di Mixology Experience 2026 all'interno del padiglione 6 non è solo una scelta logistica: racconta un’evoluzione di mercato. Il beverage non è più una categoria accessoria del food, ma una leva strategica per generare valore, marginalità, esperienza e identità di consumo. In questa prospettiva, la kermesse si riconferma una piattaforma privilegiata per il networking B2B. L’obiettivo è creare connessioni qualificate tra aziende espositrici, category manager, top buyer, importatori, distributori, gruppi Horeca e operatori internazionali. Il valore della manifestazione sta nella sua capacità di intercettare un pubblico verticale ma sempre più ampio: dai brand di spirits alle aziende di soft drink premium, dai produttori di analcolici evoluti al mondo birra, wine, sparkling, bar equipment, tecnologie per l’ospitalità e soluzioni per il servizio.
Beverage Pairing: una nuova grammatica del Made in Italy
Il tema centrale dell’edizione 2026 sarà il Beverage Pairing, inteso non come semplice abbinamento tra cibo e drink, ma come nuovo linguaggio dell’ospitalità contemporanea. Non a caso la Guida Michelin, parlando dei trend dining 2025, indica la crescita degli abbinamenti beverage creativi, dai cocktail ai percorsi alcohol free, come uno dei fenomeni che stanno ridefinendo il modo in cui si mangia e si beve al ristorante.
Per Mixology Experience, però, il Beverage Pairing ha una specificità italiana: diventa il “cavallo di Troia” del Made in Italy. Un cocktail può essere replicato a New York, Dubai, Singapore o Londra. Ma il modo italiano di abbinarlo al cibo nasce da un patrimonio unico: materie prime, territori, ricette, tecniche, biodiversità, cultura dell’aperitivo, cucina regionale e artigianalità.
In questo scenario, Mixology Experience intercetta tre grandi direttrici: premiumizzazione, consapevolezza e ibridazione. Il cliente vuole bere meglio, non necessariamente di più. Cerca proposte low e no alcohol credibili, cocktail con una forte identità gustativa, drink che possano accompagnare il cibo, esperienze capaci di generare racconto e valore. Il Beverage Pairing risponde esattamente a questa esigenza: permette ai locali di costruire menu più trasversali, alle aziende di raccontare meglio i prodotti, ai buyer di individuare nuove categorie ad alto potenziale e al Made in Italy di esportare non solo prodotti, ma modelli di consumo.
La domanda da cui parte Mixology Experience è volutamente semplice: cosa mangio mentre bevo? Ma dietro questa domanda si apre una sfida culturale, gastronomica ed economica. Per anni il pairing è stato associato quasi esclusivamente al vino. Oggi, invece, l’evoluzione del bere miscelato, degli spirits, delle fermentazioni, degli analcolici premium, dei low alcohol, della birra gastronomica e dei drink funzionali sta ampliando radicalmente il campo. Il pairing diventa uno strumento per costruire esperienze: non più il drink come accessorio, ma il beverage come parte integrante del percorso gastronomico.
Luca Pirola
Milano caput mundi del bere miscelato
Milano si conferma il luogo ideale per questa evoluzione. Capitale italiana dell’aperitivo, città internazionale per vocazione, hub fieristico e porta d’ingresso dei buyer globali, Milano unisce la forza del food italiano alla contemporaneità del bar. In questo senso, Mixology Experience 2026 intende posizionare la città come capitale internazionale del beverage pairing: un laboratorio dove bartender, chef, pasticceri, brand ambassador, distributori e buyer possano osservare il modello italiano e trasformarlo in opportunità di business. E lo fa coinvolgendo oltre venti locali tra Cocktail Bar, Bar d’Hotel e Rooftop nella mappa privilegiata di Mixology Week, una selezione del meglio del bere in città durante Mixology Experience.
Gli ospiti: bartender, chef, pasticceri e protagonisti dell’ospitalità
Mixology Experience 2026 riunirà figure centrali del mondo beverage, della ristorazione e della pasticceria. Accanto ai protagonisti già presenti nel programma, tra cui Salvatore Calabrese, Dom Carella, Guglielmo Miriello, Salvatore Morello, Teo Musso, Rossella De Stefano, Anna Prandoni, Luca Grandi, Miriam De Nicolò, Stefano Nincevich, Andrea Mongilardi, Elena Grampa, Vincenzo Russo, Ciro Fontanesi, Adriana Bonezzi, Peppe Doria e Umberto Oliva, sono attesi anche nomi di grande rilievo nel mondo della pasticceria e della cucina.
Tra questi, Iginio Massari, maestro della pasticceria italiana e figura di riferimento internazionale del dolce; Davide Comaschi, Master Chocolatier e Campione del Mondo di cioccolato; Cesare Murzilli, Corporate Pastry Chef di Portrait Milano, oggi interprete di una pasticceria contemporanea legata all’ospitalità d’hotel; ed Emin Haziri, Executive chef e volto di Procaccini Milano, ristorante milanese recentemente insignito con la Stella Michelin.
La loro presenza rafforza il messaggio centrale della manifestazione. il beverage del futuro non vive separato dalla cucina, dalla pasticceria, dal servizio, dalla sala e dalla cultura dell’esperienza. Vive, al contrario, nel dialogo tra competenze diverse.
Luca Pirola
Quattro giorni tra talk, masterclass e pairing experience
Il programma 2026 si svilupperà tra Main Stage e Main Bar Arena, con un calendario fitto di talk, masterclass, tavole rotonde e momenti esperienziali. Il palinsesto affronta i principali temi del settore: scenari del fuoricasa, distribuzione beverage, aperitivo, spirits, agave, birra, fermentazioni, Gen Z, neuroscienze, turismo beverage, food cost, value perception e nuove forme di ospitalità.
Tra gli appuntamenti del Main Stage, si segnalano l’incontro di apertura su “Scenari, numeri e prospettive del fuoricasa italiano”, moderato da Luciano Sbraga, con Francesco Bosso, Vittorio Cino, Daniele Ferretti, Annalisa Ferri e Piero Protti; il talk “Caffè × Drink: dal fine pasto all’inizio di nuove combinazioni”, moderato da Rossella De Stefano con Mauro Illiano; e “The Gin Error Lab”, talent show moderato da Stefano Nincevich con Federico Manzi, Fulvio Mendicino e Francesco Milanesio. Il programma affronta anche il tema dell’agave con “Agave senza filtri – voci fuori dal coro, zero folklore”, con Paolo Baccino, Cristian Bugiada, Davide Di Stefano, Corrado Lotà e Marco Melzi; la distribuzione con “Come cambiano gli assortimenti: le scelte dei distributori beverage”, moderato da Andrea Mongilardi con Davide Simeoni e Carlo Zoppis; e il mercato brassicolo con “Lo stato del mercato brassicolo”, moderato da Luca Grandi con Vittorio Ferraris, Paolo Merlin e Teo Musso. Ampio spazio sarà dedicato anche all’evoluzione dell’aperitivo: “Happy hour: un rito che sta cambiando?”, moderato da Anna Prandoni, coinvolgerà Bruna Boroni, Daniele Crespi, Fabio Parodi, Alberto Ponchio, Mauro Rosati e Sabrina Schench; mentre “Aperitivo Engineering”, con Ernesto Brambilla, Cesar Araujo e Umberto Oliva, analizzerà il tema da una prospettiva progettuale e operativa.
La parte più esperienziale sarà concentrata nella Main Bar Arena, dove il Beverage Pairing prenderà forma attraverso appuntamenti con ristoranti, chef, bartender e sommelier. Tra questi: Beverage Pairing by Ceresio 7, con lo Chef Elio Sironi e Davide Corazza; Beverage Pairing by Moebius, con lo chef Enrico Croatti, Giovanni Allario e Lubna; Beverage Pairing by Casa Camperio, con Roberto Conti e Andrea Lascatti Busato; Beverage Pairing by Acanto, con Matteo Gabrielli e Daniele Celli; oltre a Beverage Pairing con Horto, Ricci Osteria, Il Moro, Locanda Sempione, Ristorante Silvestro e Rubacuori di Château Monfort.
Si tratta di uno strumento di internazionalizzazione – conclude Pirola -. Permette di raccontare al mercato globale non solo “come si beve” in Italia, ma soprattutto cosa si mangia mentre si beve. È qui che il beverage incontra la forza del sistema agroalimentare italiano e diventa un acceleratore per ristorazione, export, distribuzione e brand identity.
Luca Pirola