È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2026, una manovra che mobilita circa 22 miliardi di euro con primi interventi mirati a sostenere il potere d’acquisto e la competitività delle imprese. In questa direzione vanno gli interventi sul lavoro e in particolare la defiscalizzazione dei premi di produttività e degli aumenti retributivi, che riguarderà anche il CCNL Fipe, firmato a giugno 2024 e divenuto il terzo contratto collettivo nazionale del lavoro italiano per numero di lavoratori a cui si applica (circa 700mila dipendenti dei settori dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva e commerciale e del turismo).
Il testo - ieri 30 dicembre c’è stato il via libera definitivo della Camera con 216 sì, la legge sarà in vigore dal 1° gennaio - è stato accolto con favore da FIPE-Confcommercio, che però spiega come “serviva maggiore coraggio, invece, per introdurre la decontribuzione del lavoro festivo e notturno; la modalità attuale, infatti, rischia di rendere l’intervento poco significativo. Bene invece l’atteso incremento della detassazione dei buoni pasto elettronici, la cui soglia di non imponibilità sale da 8 a 10 euro. Una misura certamente utile per incentivare il potere d'acquisto dei lavoratori e i consumi fuori casa”.
«Consapevoli del limite imposto dal vincolo di bilancio che ha impedito interventi più importanti per sostenere la crescita e la competitività delle imprese, esprimiamo un primo apprezzamento per alcuni degli interventi previsti dalla manovra finanziaria - ha dichiarato il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani -. Apprezziamo i provvedimenti finalizzati a promuovere i consumi e il lavoro, con interventi mirati sulla fiscalità e il recupero di potere di acquisto dei lavoratori anche del nostro comparto. Il sostegno e il rafforzamento del ruolo della contrattazione nazionale è una scelta condivisa, che va nella giusta direzione, tuttavia si può e si deve fare di più per una significativa riduzione del cuneo fiscale. Come federazione continueremo a sostenere politiche economiche utili a far crescere le Imprese e favorire gli istituti della bilateralità, che promuovono un mercato del lavoro sano ed attento alla dignità e ai diritti delle persone, garantendo stabilità e attrattività a settori, come quello dei pubblici esercizi italiani, che non hanno mai smesso di investire per il bene del Paese, sostenendo, valorizzando e promuovendo filiere strategiche per l'economia italiana, come quella agroalimentare e turistica».