I consumi complessivi di birra in Italia sono scesi nel 2025 a 21,2 milioni di ettolitri, con un calo del 2,5% rispetto ai 21,7 milioni dell'anno precedente, e un pro capite sceso a 35,9 litri da 36,8. Dentro questo scenario in contrazione, però, le birre low e no alcohol sono passate dal 2,1% al 3,9% dei consumi tra 2024 e 2025, una crescita superiore all'85%. Sono i dati AssoBirra ripresi dall'analisi MCO Report pubblicata da Agenfood e ora da Beverfood. Una ricerca Ipsos Doxa condotta per il Centro Informazione Birra di AssoBirra tra dicembre 2025 e gennaio 2026 su 210 gestori horeca restituisce la fotografia dal lato locali: Lager e Pils restano le più richieste (56%), seguite da artigianali locali (36%), speciali e fruttate (21%), IPA (14%) e low e no alcohol al 10%, con il Nord più aperto alla media nazionale (16% contro 10%). La birra si lega sempre più al cibo, con il 63% dei gestori che segnala clienti che scelgono consapevolmente l'abbinamento birra-piatto, percentuale che sale al 73% in ristoranti e trattorie. Resta però una clientela cauta sulle novità: solo il 10% dei locali ha introdotto nuove referenze nell'ultimo anno, e il 74% dei gestori descrive i propri clienti come piuttosto conservatori nelle scelte. Più che una sostituzione della birra tradizionale, i numeri raccontano un ampliamento delle occasioni di consumo, con il segmento low e no alcohol ancora minoritario ma tra gli indicatori più chiari di come stia cambiando la domanda.