Fondazione Birra Moretti: in dieci anni la birra ha generato ricchezza per 92 miliardi di euro

C’è un dato che meglio di tanti altri racconta come è cambiato il mercato della birra in Italia negli ultimi anni. A rivelarlo è stato Alfredo Pratolongo, presidente di Fondazione Birra Moretti, nel c...

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C’è un dato che meglio di tanti altri racconta come è cambiato il mercato della birra in Italia negli ultimi anni. A rivelarlo è stato Alfredo Pratolongo, presidente di Fondazione Birra Moretti, nel corso dell’evento tenuto a Roma, presso il Senato della Repubblica, in occasione del decennale della Fondazione stessa. «Nel 2005 in Italia il settore birrario contava più o meno 200 prodotti – ha affermato Pratolongo – mentre oggi arriviamo a 7.000 circa. La varietà dell’offerta è aumentata enormemente e si è abbinata alla ricchezza della cucina italiana». 

Proprio in quel 2005, Pratolongo ha collocato l’inizio del percorso che ha portato Heineken Italia e la sua controllata Partesa a costituire la Fondazione. Una sorta di reazione al contesto dell’epoca tutt’altro che soddisfacente. «La birra allora era un prodotto indifferenziato, che si ordinava per quantità: “Mi dia una media” era una frase che si sentiva molto più spesso di oggi. Non c’era curiosità per le caratteristiche gustative, per le note aromatiche. Come Birra Moretti abbiamo cominciato a fare partnership con realtà autorevoli del food, per far conoscere e valorizzare il prodotto. Iniziative in cui abbiamo coinvolto chef stellati e che sono culminate nell’essere la birra ufficiale dell’Expo 2015. In quel momento, abbiamo capito che le attività che stavamo portando avanti erano orientate più alla crescita della categoria che di un singolo brand e così abbiamo dato vita alla Fondazione Birra Moretti». 

UN MOLTIPLICATORE DI RICCHEZZA E OCCUPAZIONE 

Sempre nell’ottica di fare cultura di prodotto, in questi dieci anni la Fondazione ha prodotto 16 ricerche, che hanno raccontato il valore della birra. L’ultimo studio – realizzato in collaborazione con Althesys Strategic Consultants, partner di lungo corso della Fondazione – ha quantificato in 92 miliardi di euro di ricchezza e 24.000 nuovi posti di lavoro il contributo dato dal settore brassicolo all’economia italiana in dieci anni. 

Dal 2015 al 2024 la filiera della birra ha conosciuto uno sviluppo continuo, che ha portato il valore condiviso generato da 7,8 miliardi di euro a 10,4 miliardi annui, con un incremento del 33%. Questa crescita si riflette in altri indicatori: +20,5% per la produzione, +13,6% per i consumi, +31% per l’export. Anche se il numero che dovrebbe inorgoglire maggiormente le aziende del settore è un altro: ogni addetto alla produzione di birra genera 31 posti di lavoro lungo la filiera. Un moltiplicatore di occupazione che gli stessi ricercatori di Althesys giudicano elevato.

IL BERE RESPONSABILE SI STUDIA A SCUOLA

Nell’attività condotta dalla Fondazione rientra poi il progetto Responsibility in Education, rivolto agli studenti maggiorenni delle quinte classi degli istituti alberghieri con l’obiettivo di formare i futuri professionisti dell’ospitalità e della ristorazione come ambasciatori di una cultura del bere responsabile.

«Ad oggi abbiamo coinvolto 39 scuole e oltre 6.600 studenti – ha spiegato Paolo Merlin, direttore della Fondazione Birra Moretti – per un totale di 105.000 ore di crediti formativi erogati. Praticamente ogni settimana riceviamo richieste di scuole che vogliono partecipare. Vorremmo che questo progetto diventasse parte delle politiche educative e per questo chiediamo il supporto delle istituzioni». 

I PUNTI DI FORZA DELLA BIRRA? ESSERE VERSATILE E INFORMALE 

Alexander Kock, amministratore delegato di Heinekhen Italia, ha individuato nella versatilità uno dei principali punti di forza della birra: «Il mercato italiano è molto diverso rispetto, per esempio, a quello del Vietnam, dove ho lavorato in passato. Lì la birra si beve da sola e ghiacciata nel senso letterale del termine, cioè con il ghiaccio nel bicchiere. In Italia la si beve a pasto, ma il consumo pro-capite è ancora basso, dominato dalle lager e molto legato alla stagione estiva. Per questo vedo ulteriori opportunità di sviluppo». 

Per Pratolongo a giocare a favore della birra sarà un soprattutto un fattore: «L’informalità – ha scandito il presidente della Fondazione – intesa come il nuovo valore della convivialità italiana. Un cambiamento che riflette la voglia crescente di libertà e autenticità espressiva nei momenti di socialità, dove la compagnia e il piacere di stare insieme superano la ricerca di una perfezione formale negli abbinamenti». 

UNA NUOVA LEGGE PER IL COMPARTO

Nel futuro della birra potrebbe esserci anche un aggiornamento del quadro legislativo, come ha dichiarato a Mixer il senatore Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «Il settore brassicolo ha avuto una crescita esponenziale, ma per regolarlo c’è bisogno di una nuova norma. Credo che lo strumento della legge delega (con cui il Parlamento autorizza il Governo a svolgere la funzione legislativa in una determinata materia, ndr) sia il più veloce e darebbe modo di fare un lavoro approfondito, con il supporto delle associazioni di rappresentanza del comparto».

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