Cinque motivi per essere a Mixology Experience 2026 (e uno vale da solo il biglietto)

11 maggio - 14 maggio 10:00 - 14:00 | Milano , Fiera Milano Rho, TuttoFood – padiglione 6

Dall’ 11 al 14 maggio, Fiera Milano Rho ospita la quinta edizione di Mixology Experience. Dentro TuttoFood, al padiglione 6, si gioca una partita che va ben oltre la fiera di settore.

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Dall’ 11 al 14 maggio, Fiera Milano Rho ospita la quinta edizione di Mixology Experience. Dentro TuttoFood, al padiglione 6, si gioca una partita che va ben oltre la fiera di settore. Mixer vi aspetta con Mixer XL Perspectives – Conversazioni ai confini del gusto: tre talk, tre direzioni verso cui il beverage si sta muovendo, tre motivi per bloccare l’agenda. Tutti i giorni sul Main Stage.

1. Perché il beverage è il centro

Per anni il drink è stato il comprimario. Il cibo recitava la parte del protagonista, il bicchiere aspettava in seconda fila. Quella stagione è finita. Mixology Experience 2026 lo dice chiaro fin dalla sua collocazione fisica: padiglione 6, posizione centrale, dentro una TuttoFood che spinge con decisione sul beverage come leva strategica del fuori casa. Non è una concessione di spazio: è un cambio di paradigma. Il mercato italiano del fuori casa vale 96,4 miliardi di euro e chi lavora dietro un banco, o sceglie cosa mettere sullo scaffale, sa bene che la differenza tra un locale piatto e uno memorabile passa sempre più spesso da quello che c’è nel bicchiere.

Mixology Experience è il luogo in cui questa mappa si sta ridisegnando.

2. Perché qui le aziende incontrano chi decide davvero

Non è una fiera da passeggio. È una macchina da networking B2B costruita per mettere nello stesso posto aziende espositrici, category manager, top buyer, importatori, distributori, gruppi Horeca e operatori internazionali. Il contesto aiuta: TuttoFood 2026 punta a superare 100.000 visitatori, con una quota estera attesa al 30%: buyer globali, catene distributive, rappresentanti del food service internazionale. Per un brand di spirits, un produttore di analcolici premium o un’azienda di bar equipment è difficile trovare altrove la stessa concentrazione di interlocutori strategici. Per un bartender o un operatore Horeca, è il luogo in cui capire dove va il mercato prima che ci arrivi il mercato stesso.

Un solo biglietto apre fiera, talk, masterclass e pairing experience. Tutto dentro, tutto insieme.

3. Perché il Beverage Pairing è la prossima frontiera e qui la si studia dal vivo

Il tema dell’edizione 2026 è il Beverage Pairing. Non nel senso banale di “abbinare un drink a un piatto”. Nel senso di costruire un’identità gastronomica completa, in cui il beverage non accompagna il cibo ma lo interpreta, lo amplifica, lo racconta.

Quote

La domanda di partenza è volutamente semplice: cosa mangio mentre bevo? Ma dietro quella domanda c’è una sfida culturale, economica e di posizionamento che riguarda ogni operatore del settore.

Luca Pirola, ideatore di Mixology Experience

Non teoria applicata: esperienza diretta, nel bicchiere e nel piatto. Con una specificità tutta italiana: il Beverage Pairing diventa il “cavallo di Troia” del Made in Italy. Un cocktail può essere replicato a New York, Dubai, Singapore o Londra. Ma il modo italiano di abbinarlo al cibo nasce da un patrimonio unico: materie prime, territori, ricette, tecniche, biodiversità, cultura dell’aperitivo, cucina regionale e artigianalità. Uno strumento di internazionalizzazione, prima ancora che di servizio.

La parte più esperienziale sarà concentrata nella Main Bar Arena, dove il Beverage Pairing prenderà forma attraverso appuntamenti con ristoranti, chef, bartender e sommelier. Tra questi: Beverage Pairing by Ceresio 7, con lo Chef Elio Sironi e Davide Corazza; Beverage Pairing by Moebius, con lo chef Enrico Croatti, Giovanni Allario e Lubna; Beverage Pairing by Casa Camperio, con Roberto Conti e Andrea Lascatti Busato; Beverage Pairing by Acanto, con Matteo Gabrielli e Daniele Celli; oltre a Beverage Pairing con Horto, Ricci Osteria, Il Moro, Locanda Sempione, Ristorante Silvestro e Rubacuori di Château Monfort.

4. Perché le Mixer XL Perspectives sono i talk che il settore aspettava

Il programma 2026 si svilupperà con un calendario fitto di talk, masterclass, tavole rotonde e momenti esperienziali. Mixer sarà protagonista sul Main Stage con Mixer XL Perspectives – Conversazioni ai confini del gusto. Tre appuntamenti da salvare in agenda.

11 maggio, ore 14 — Caffè × Drink

Con Mauro Illiano, coffee expert e autore di Coffeat, si entra dentro il metodo che applica concordanza, contrasto ed enfatizzazione al mondo del caffè nel drink. Non significa “aggiungere caffè” a un cocktail. Significa capire estrazioni, temperature, profili aromatici, origini e come ogni variabile cambia il risultato nel bicchiere.

12 maggio, ore 16 — Generazione Z × Cocktail

La Gen Z non beve meno: beve diverso. Più controllo, più senso, meno automatismi. Vincenzo Russo, professore ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing alla IULM e direttore del Behavior and Brain Lab, porta sul palco l’approccio delle neuroscienze per spiegare cosa guida davvero le scelte dei giovani consumatori: attenzione, percezione, reward. Non un talk teorico: strumenti operativi per chi deve stare sul mercato adesso, non tra cinque anni.

13 maggio, ore 14 — Fermentazione × Mixology

La fermentazione è quello che oggi distingue un bar interessante da uno normale. Acidità, profondità, texture: ingredienti vivi - kombucha, lattofermentati, ibridazioni con il vino - che cambiano il modo di costruire un drink e di abbinarlo a un piatto. Ciro Fontanesi, coordinatore di ALMA Wine Academy, guida questa esplorazione con la concretezza di chi conosce il confine tra identità e complessità inutile.

Tre talk. Un filo comune: il futuro del bere si costruisce con strumenti nuovi, e questi sono tre di quelli più utili.

5. Perché Milano in quei quattro giorni diventa il laboratorio globale del bere

Mixology Experience non finisce dentro Fiera. Durante la Mixology Week, oltre venti locali tra Cocktail Bar, Bar d’Hotel e Rooftop della città entrano in una mappa selezionata del meglio del bere a Milano. La città si trasforma in un circuito esperienziale dove bartender, chef, pasticceri, brand ambassador e buyer internazionali possono osservare dal vivo il modello italiano e capire come trasformarlo in opportunità di business.

A questo si aggiunge una lineup di ospiti che attraversa mondi diversi con una logica precisa: Iginio Massari e Davide Comaschi per la pasticceria, Emin Haziri (stella Michelin con Procaccini Milano) per la cucina, accanto a figure come Salvatore Calabrese, Dom Carella, Guglielmo Miriello, e decine di altri protagonisti del beverage e della ristorazione italiana. Perché il beverage del futuro non vive separato dalla cucina, dalla sala, dalla cultura dell’esperienza. Vive nel dialogo tra competenze diverse.

E quel dialogo, dall’ 11 al 14 maggio, ha un indirizzo preciso.

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