Solo la formazione e l’educazione possono battere il mismatch e creare nuovo valore per l’economia. Il messaggio arriva dall’assemblea annuale di FIPE, tenutasi nella storica sede di Confcommercio a Roma, in Piazza Gioachino Belli a pochi passi dalle intramontabili bellezze della Capitale. Qui le istituzioni - in prima linea a fare gli onori di casa Lino Enrico Stoppani, riconfermato alla presidenza di FIPE, e Carlo Sangalli, numero uno di Confcommercio - hanno fatto squadra ribadendo l’importanza per l’Italia di continuare a creare competenza nel turismo e nella ristorazione, «binomio di eccellenza da difendere e valorizzare in modo sistemico», ha ricordato il ministro del Turismo Daniela Santanchè.
«Il nostro dovere è di alzare il livello competitivo dell’economia nazionale - ha aggiunto Santanchè -. Ciò vuol dire alzare la qualità dei nostri servizi, riservando alle nuove generazioni un futuro prospero. Quello della ristorazione è un comparto importantissimo per migliorare la nostra offerta turistica, bisogna dunque investire in formazione ed educazione come stiamo facendo con il nostro ministero».
IL MINISTRO VALDITARA: «CI VUOLE UNA SPECIALIZZAZIONE MODERNA»
Forte l’attenzione alla formazione professionale da parte del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ribadisce come non possa essere accettabile che nel 2027 il 47% dei posti di lavoro non verrà coperto per mancanza di qualità corrispondenti: «Da una parte è importante garantire le opportunità ai giovani, dall’altra dobbiamo rendere sempre competitivo il mondo delle imprese e colmare la mancanza di qualifiche nel mercato del lavoro. Dobbiamo essere bravi a creare una società che produca ricchezza, i programmi formativi devono essere moderni ed ecco perché ho voluto la riforma del 4+2, richiesta da molte scuole. I nostri ragazzi devono giungere a una specializzazione al passo con i tempi, il mismatch è un delitto nei confronti dei giovani a cui va dato un futuro. C'è una straordinaria consonanza di idee su quello che devono fare la scuola e la formazione per aiutare le imprese, ecco perché insisto tanto sul collegamento tra loro, perché i nostri ragazzi devono imparare fin dalla scuola il valore del lavoro».
DA NECESSITÀ A OPPORTUNITÀ
Basta, dunque, intendere il settore dei pubblici esercizi come rifugio per l'imprenditoria di necessità: «deve diventare un luogo di crescita e opportunità. Il talento va valorizzato», ha dichiarato Stoppani, in perfetta sintonia con Carlo Sangalli che ha affermato: «Non è un caso che i nostri contratti abbiano una così ampia parte dedicata alla formazione, come il welfare verso i lavoratori e come occasione di crescita per le imprese».
Nel corso dell’assemblea FIPE si è toccato anche il tema dell’educazione alimentare. Negli ultimi anni il rapporto delle persone con il cibo è profondamente cambiato per effetto dei processi demografici, delle mode, delle migrazioni ma anche della pubblicità. «Viviamo un tempo di “pluralismo alimentare”, che non è tanto la convivenza di diversi stili alimentari o ricette gastronomiche, quanto piuttosto il differente modo di intendere e vivere il cibo, con i suoi valori e simbolismi - ha commentato il presidente della federazione dei pubblici esercizi -. Il cibo è veicolo di cultura e valori. L’educazione alimentare dovrebbe essere una materia che si insegna a scuola fin dai primi anni e i nostri ristoratori dovrebbero sentirsi sempre di più ambasciatori quotidiani di una nuova cultura del cibo».