ASSE: 'Where world class fine dining meets Asia’s best cocktails'

È questo il titolo della prima edizione della 72 ore organizzata da Roy Yerushalmi a Bangkok, ASSE “Asian Sensation”. Il giornalista enogastronomico e fondatore della compagnia Rex Industries con cui...

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È questo il titolo della prima edizione della 72 ore organizzata da Roy Yerushalmi a Bangkok, ASSE “Asian Sensation”. Il giornalista enogastronomico e fondatore della compagnia Rex Industries con cui crea i suoi eventi dedicati dal 2015, ha lanciato la versione asiatica di ASSE (se ne prevedono altre) per celebrare l’unicità del rapporto tra alta miscelazione e alta cucina, attraverso una serie di appuntamenti dislocati per la Capitale thailandese a cui hanno partecipato alcuni protagonisti della industry tra bartender, chef, giornalisti e buongustai uniti da una sola missione: provare i migliori ristoranti e bar di Bangkok e godere del loro dialogo edibile. 

Roy, dopo aver lavorato come critico di vino e ristoranti per l’Israel Financial News, aver ricoperto mansioni importanti all’interno di redazioni e organizzazioni nazionali, hai deciso di intraprendere la tua strada da “solista” scrivendo delle guide di successo che raccontano Montreal, Nairobi e Bangkok, appunto. Poi l’idea di organizzare ASSE, da dove arriva? «Volevo dimostrare che in alcuni mercati ha più senso avere spiriti rispetto al vino, semplicemente perché il vino lì non c’è, né fisicamente né culturalmente. Si possono però organizzare momenti conviviali e di alta cucina anche con il connubio cocktail-piatti, certo è una bella sfida ma si può».

Nasce così l’idea di ASSE: “Asian Sensation”, proprio perché non si tratta, come può essere con il vino, di abbinamenti e “somme” studiate tra sapori ed aromi, ma più di sfumature e interpretazioni nuove tramite abbinamenti inusuali sia per chi li crea che per chi li prova.

  • Roy Yerushalmi, l'organizzatore
    Roy Yerushalmi, l'organizzatore
  • Bamboo Bar
    Bamboo Bar
  • Capella
    Capella
  • Capella
    Capella
  • Firefly
    Firefly
  • Iv Gaggan
    Iv Gaggan
  • Mahaniyom
    Mahaniyom
  • Nusara
    Nusara
  • Opium
    Opium
  • Potong
    Potong
Immagine /

E perché proprio a Bangkok? «È quando mi è stata commissionata la scrittura di una guida della città che è nato tutto, nel 2016. Speravo mi assegnassero Tokyo o Madrid e invece Bangkok. Non ero particolarmente contento ma poi una volta lì me ne sono innamorato follemente», sorride Roy. «Nell’ultimo decennio, i cocktail bar e i ristoranti di Bangkok hanno ricevuto riconoscimenti a livello mondiale, molti sono anche inseriti nelle classifiche locali e globali della 50 Best tra i migliori bar del mondo. Una scena giovane e creativa, costruita su un’ospitalità eccezionale e tradizioni locali, che portano il meglio di entrambi i mondi nei drink e nelle ricette», afferma.

A dimostrarlo i fuoriclasse e le insegne coinvolte come il ristorante Potong e il bar Opium nello stesso antico edificio in China Town, dove la chef stellata Pam Pichaya Soontornyanakij e il bartender Matteo Cadeddu hanno dato sfoggio di grandi abilità; di più, la stessa sera nello speak easy all’ultimo piano è stata realizzata una guest shift con Manja Stankovic, arrivato direttamente dal Mimi Kakushi bar di Dubai. E ancora il ristorante Nusara nelle mani dei due giovani talenti, la star chef del paese ThiTid Tassanakajohn, aka chef Ton, e il fratello Tam che in mano hanno diverse insegne, una più famosa dell’altra a Bangkok e che per ASSE hanno organizzato una spettacolare cena con cocktail pairing nel loro ristorante di punta che dalle ampie vetrate guarda il gioiello del Buddha Temple. E ancora nel ristorante Côte by Mauro Colagreco all’interno del Capella Hotel (Numero 1 nella World’s 50 Best Hotel) lo chef italiano Davide Garavaglia, insieme alla sua squadra internazionale, ha messo in piedi una cena da ricordare, anche per avere alla base, appunto, un percorso non facile in cui i drink hanno accompagnato l’intero menu.

Tra le Capitali gastronomiche e della miscelazione dell’Asia orientale, vedi Hong Kong, Tokyo e Singapore, effettivamente Bangkok è la più accessibile, fisicamente e culturalmente, ai turisti occidentali, grazie alla sua imprescindibile accoglienza, cultura del servizio informale e spesso perfetto, moltitudine di drink che spaziano su tutti i gusti e soprattutto una fascia di prezzo ragionevole rispetto ai Paesi vicini. Presto dedicheremo a Bangkok uno speciale sul magazine con tutte le esperienze fatte a tavola e ai numerosi banconi bar della città. Intanto, se potete, prenotate un volo per la Thailandia e capirete da dove derivi questo nostro entusiasmo (gaudente).

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