Alessandro Procoli, tra i fondatori del The Jerry Thomas Speakeasy di Roma, ha scelto di girare l’Italia per raccontare qual è lo stato della mixability nostrana tra prove atipiche, domande di storia, blind test e twist. Succede con il nuovo talent Bartendency, in onda per cinque puntate ogni giovedì dal 28 aprile alle 22.45 su Fox (la prima puntata sarà proposta anche su FoxLife), dove Procoli veste i panni di giudice accanto a LaMario.
Bartendency in che cosa differisce da Mixologist. La sfida dei cocktail?
La maggiore differenza risiede nella scelta dei concorrenti: da noi gareggiano bartender professionisti, non aspiranti barman. Chi vince, infatti, si aggiudica il ruolo di Molinari Ambassador.
In che misura Bartendency può essere interessante per i barman?
Sicuramente la trasmissione dà l’opportunità di imparare qualcosa di più sul bere miscelato tra prove atipiche, domande di storia, blind test e twist! Programma di divulgazione sul mondo della mixability, non solo è ricco di spunti per i bartender, ma anche per il pubblico di non addetti ai lavori.
Qual è il livello medio dei barman italiani?
Buono. La capitale del bere miscelato resta Milano, ma sono rimasto sorpreso dal livello dei professionisti del Centro-Sud.

Veniamo ai temi della rubrica. Up&Down in tema di spirits?
Noi del Jerry Thomas crediamo sia l’anno dell’agave, e quindi puntiamo su tequila e mezcal. Dopo il boom, il mercato del gin ora è destinato a stabilizzarsi, così come stabili saranno anche rhum, vodka e whisky.
Le grappe italiane possono diventare ingredienti per i cocktail?
Perché no? Sono favorevole a ogni tipo di sperimentazione nel rispetto della materia prima.
I tuoi consigli per chi desidera aprire un proprio locale?
Intanto, tenete presente che per avere successo non basta essere dei barman caparbi e sempre aggiornati. Bisogna anche viaggiare e osservare i trend delle capitali europee per prendere spunto e rivisitare in modo personale i format e i trend in voga. Inoltre, è essenziale avere il coraggio di fare le proprie scelte, anche quando si è controcorrente.
A proposito, format da copiare dall’estero?
Non esiste una regola uguale per tutti, ma vanno per la maggiore i locali polifunzionali e camaleontici, capaci di trasformarsi a seconda dei momenti della giornata e aperti da mattino a tarda notte. Noi a giugno apriremo un restaurant bar dedicato al Messico, aperto da mattina a notte. Si chiamerà Agaveria La Punta e sarà un locale ricercato nella selezione dei prodotti e nella cura della presentazione, nulla a che vedere con il classico Tex-Mex.
Ci puoi anticipare qualcosa di più sull’Agaveria La Punta?
L’idea è nata al nostro Roberto Artusio e a Cristian Bugiada, bar manager di Freni e Frizioni, dopo un lungo viaggio alla scoperta dei segreti della produzione dei distillati tradizionali messicani e dell’autentica cucina. La nostra ambizione è ricreare in Italia un locale che sia più simile possibile, come offerta e come atmosfera, a quelli che abbiamo visitato durante i nostri viaggi in Messico.
Dove porteresti a bere un’amica straniera in Italia?
A Milano al Back Door di Flavio Angiolillo; a Torino al The mad dog un locale nello scantinato di un palazzo d’epoca di piazza Carlina, a Bologna alla Casa Minghetti, a Napoli all’Antiquario e a Palermo al nuovissimo Bocum.