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20

NOVEMBRE/DICEMBRE 2014

DISRUPTORS

N

el 2017 si prevede che in Europa le vendite

online arriveranno a 191 miliardi di euro. Una

crescita impetuosa che pone il retail tradizionale

nella necessità di trasformare i processi di gestione

soprattutto nei confronti dei clienti, perché la battaglia tra

online e spazi sici viaggia sempre più verso quella che

è ormai la cifra distintiva della distribuzione.

Ne abbiamo parlato nel corso del World Retail

Congress con Lee Gill, Vicepresident etail strategy di

Jda e con Franck Lhereux GVP Sales Central & South

Emea. Jda è l’azienda leader globale nelle soluzioni

per l’ottimizzazione dell’intera liera della supply chain.

«La s da che ha di fronte oggi il retail - spiega Gill - è

il passaggio dalla gestione del cliente per canali non

connessi tra di loro (ecommerce, canale sico) a una visione centrata

sul consumatore. Perché il cliente non acquista canali. Acquista

brand. Una transizione, in sostanza, dal canale di vendita alla

centralità del consumatore, di cui si conoscono le preferenze, con il

quale si conversa dovunque si trovi. Questa fase comporta anche

una scalabilità delle soluzioni, che richiede seri investimenti nella

supply chain. In Gran Bretagna per numerosi retailer l’e-commerce

genera no al 30-40% delle vendite. Il tema chiave per loro non è

quello di garantire le consegne giorno per giorno, ma garantirle nei

periodi eccezionali, di punta (Natale, San Valentino, Pasqua) quando

la capacità di far fronte alla domanda può mettere a rischio l’attività».

Come scalare cioè le operazioni in momenti eccezionali. Il tema è

quindi garantire lo stesso livello di servizio. «Le cose si complicano un

po’ perché il modello inglese dell’home delivery – prosegue Gill - sta

entrando in crisi, perché ogni consegna costa 10-15 sterline, di cui

solo 3,5 sono recuperate dal cliente. In periodo di crescita a due cifre

te lo puoi permettere. Oggi si sta cercando di incoraggiare il click &

collect».

Ma allora l’e-commerce non è così pro ttevole per la distribuzione

alimentare?

«È pro ttevole, ma il pro tto si sta erodendo», ammette Gill.

«Per questo nell’Europa continentale il modello che sta emergendo è

quello del click & collect, per il quale come Jda abbiamo sviluppato

un tool. Il cliente fa uno sforzo in più per ritirare la spesa che è stata

L’omnichanneL mette iL consumatore aL centro

difficile) hanno convenuto sulla crescita

delle vendite attraverso lo smartphone.

E se per Asda il 90% dei profitti arriva

dai punti vendita (ma i differenti canali

lavorano all’unisono), Michael Comish,

Group Digital Officer di Tesco ha detto

che ogni settimana ben 800mila persone

si connettono via wifi appena entrano

nei negozi.

Soprattutto sono i millennials, la gene-

razione di 14-32enni a essere dei veri e

propri smartphone addicted: il 99% di

loro lo possiede, il 73% lo usa più di due

ore al giorno e il 70% ha già fatto degli

acquisti con lo smartphone. A questo si

aggiunga un forte interesse alla cultura

visiva (foto e video che nei social stanno

crescendo a ritmi esponenziali) e l’abi-

tudine estesa a fotografare i momenti di

shopping e a condividerli con gli amici

per comprendere quanto “disgregatore”

sia il

mobile

in un settore, il retail, che

spesso rischia di essere troppo immobile.

Chi non è immobile è il consumatore che

detta le regole del successo o dell’insuc-

cesso delle catene.

Ne sa qualcosa Amazon il retailer globale

che entro il 2017 scalzerà Carrefour dal

secondo posto della speciale classifica

mondiale. Nel frattempo, però, pur essen-

do risultato ancora il numero uno davanti

ad Aldi e Picard nel Retail Proposition

Index elaborato da OC&C Strategy Con-

sultants in 8 Paesi chiave intervistando

oltre 30 mila consumatori, è superato

nei singoli mercati da competitor locali.

Inoltre nelle sei aree che compongono

il Proposition index, Amazon ha perso

la supremazia nella fiducia (scalzato da

DM), nell’aspetto del sito/negozio (Lush),

nel rapporto qualità/prezzo (Aldi), nel

servizio (ancora Lush).

Insomma, nel mondo multicanale il ne-

gozio fisico ha ancoramolte cose da dire.

E da fare.

S

Vedi anche il commento di Fabrizio Va-

lente (KikiLab-Ebeltoft Gruoup) nella

videointervista su

www.instoremag.it/

category/videospace

Lee Gill

Franck

Lhereux

• MONITORAGGIO DELLA FRESCHEZZA E

DELLA TEMPERATURA

• DISPONIBILITÀ IN-STORE

• PREZZI E PROMOZIONI

• MOBILE

• INTERAZIONE CON I CLIENTI

• MODELLI DI TRAFFICO

• OPERAZIONI IN-STORE

Fonte: Altierre

IL PUNTO VENDITA

CONNESSO

(internet interattivo con ogni Sku)

CHI NON È IMMOBILE È IL CONSUMATORE

CHE SEMPRE PIÙ DETTA LE REGOLE DEL SUCCESSO

O DELL’INSUCCESSO DELLE CATENE