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DIC. GEN. 2017

15

Negli Stati Uniti qualcuno è arrivato

a investire su una seconda cucina de-

dicata all’”export”, e alle consegne

nel caso in cui debbano occuparsene.

Di certo non è una competizione alla

portata di tutti. “Per Deliveroo - di-

ce Matteo Sarzana, general manager

dell’azienda britannica - la selezione

dei ristoranti viene fatta scegliendo

di collaborare con quelli di fascia

medio-alta che si sposano con il no-

stro posizionamento. Detto questo,

l’unica vera caratteristica che deve

avere il ristorante è preparare dell’ot-

timo cibo; a ottimizzare il menù per

il food delivery, a tarare i tempi di

preparazione per non disattendere

la promessa che viene fatta al cliente

finale in termini di orari di consegna

pensiamo noi”. Ecco, i tempi. Come

essere certi che il pasto arrivi caldo a

casa del cliente? “Noi diamo al risto-

rante - spiega Sarzana - un campione

del packaging che raccomandiamo, e

saràpoi il ristoratore stessoa scegliere

quello che più si presta alla sua tipo-

logia di cibo. Tutti i rider Deliveroo

sono dotati di borse termiche e zaini

pensati appositamenteper il trasporto

del ciboeper offrire al cliente finale lo

stesso gusto che avrebbe mangiando

direttamente al ristorante”.

DALLA PIZZA ALLO STELLATO.

Insomma c’è spazio per tutti, perché

se un tempo la consegna riguardava

soprattutto pizze, sushi e cibo cine-

se, oggi il panorama si è allargato.

“Abbiamo ristoranti che spaziano

dall’etnico al classico italiano, dai

nuovi trend in fatto di cucina

alla pizza e all’hamburger - conferma

Sarzana -. Vige, tuttavia, una regola

non scritta per gli italiani: si tende

a ordinare di più quello che si sa

cucinare di meno. Detto questo,

abbiamo notato nel corso dei mesi

un’impennata di ordini anche per

cibi come la pasta. Evidentemente il

consumatore finale, una volta capito

che si può fidare della qualità, inizia

a provare anche cose che in una

prima fase non pensava possibile”.

“Penso che dopo la fase più tradi-

zionale del fast-food, l’ingresso di

ristoranti gourmet, se ben gestito,

stimolerà la domanda” ragiona Ester

Gazzano, Marketing Lead di Uber.

LEDRITTEPERRIUSCIRE: MENU

SEMPLICE E CHIARO.

I ristoran-

ti possono adottare qualche trucco

per avere successo nella delivery:

un menu breve e con piatti giusti,

cambiato spesso per tener conto

delle stagioni.

Attenzione agli item più richiesti

e al packaging. È necessaria “una

maggiore attenzione all’elenco degli

ingredienti contenuti all’interno del

piatto, al fine di poter rispondere

a esigenze specifiche come diete,

intolleranze e allergie, ma va anche

garantita la consegna dell’ordine in

tempi brevi per soddisfare l’urgen-

za del cliente” raccomanda Samuele

Fraternali, ricercatore senior dell’Os-

servatorio eCommerce B2c del Poli-

tecnico di Milano.

Soprattutto, il food delivery non va

considerato come una parte seconda-

ria e trascurabile del proprio lavoro.

Piuttosto, è come “avere un tavolo

del proprio ristorante direttamente

nella casa dei clienti”, come ama

dire Sarzana.

Insomma, Internet si siede

a tavola con noi. E pare

proprio che ci sia da

mangiare abbastanza

per tutti.