DIC. GEN. 2017
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Negli Stati Uniti qualcuno è arrivato
a investire su una seconda cucina de-
dicata all’”export”, e alle consegne
nel caso in cui debbano occuparsene.
Di certo non è una competizione alla
portata di tutti. “Per Deliveroo - di-
ce Matteo Sarzana, general manager
dell’azienda britannica - la selezione
dei ristoranti viene fatta scegliendo
di collaborare con quelli di fascia
medio-alta che si sposano con il no-
stro posizionamento. Detto questo,
l’unica vera caratteristica che deve
avere il ristorante è preparare dell’ot-
timo cibo; a ottimizzare il menù per
il food delivery, a tarare i tempi di
preparazione per non disattendere
la promessa che viene fatta al cliente
finale in termini di orari di consegna
pensiamo noi”. Ecco, i tempi. Come
essere certi che il pasto arrivi caldo a
casa del cliente? “Noi diamo al risto-
rante - spiega Sarzana - un campione
del packaging che raccomandiamo, e
saràpoi il ristoratore stessoa scegliere
quello che più si presta alla sua tipo-
logia di cibo. Tutti i rider Deliveroo
sono dotati di borse termiche e zaini
pensati appositamenteper il trasporto
del ciboeper offrire al cliente finale lo
stesso gusto che avrebbe mangiando
direttamente al ristorante”.
DALLA PIZZA ALLO STELLATO.
Insomma c’è spazio per tutti, perché
se un tempo la consegna riguardava
soprattutto pizze, sushi e cibo cine-
se, oggi il panorama si è allargato.
“Abbiamo ristoranti che spaziano
dall’etnico al classico italiano, dai
nuovi trend in fatto di cucina
alla pizza e all’hamburger - conferma
Sarzana -. Vige, tuttavia, una regola
non scritta per gli italiani: si tende
a ordinare di più quello che si sa
cucinare di meno. Detto questo,
abbiamo notato nel corso dei mesi
un’impennata di ordini anche per
cibi come la pasta. Evidentemente il
consumatore finale, una volta capito
che si può fidare della qualità, inizia
a provare anche cose che in una
prima fase non pensava possibile”.
“Penso che dopo la fase più tradi-
zionale del fast-food, l’ingresso di
ristoranti gourmet, se ben gestito,
stimolerà la domanda” ragiona Ester
Gazzano, Marketing Lead di Uber.
LEDRITTEPERRIUSCIRE: MENU
SEMPLICE E CHIARO.
I ristoran-
ti possono adottare qualche trucco
per avere successo nella delivery:
un menu breve e con piatti giusti,
cambiato spesso per tener conto
delle stagioni.
Attenzione agli item più richiesti
e al packaging. È necessaria “una
maggiore attenzione all’elenco degli
ingredienti contenuti all’interno del
piatto, al fine di poter rispondere
a esigenze specifiche come diete,
intolleranze e allergie, ma va anche
garantita la consegna dell’ordine in
tempi brevi per soddisfare l’urgen-
za del cliente” raccomanda Samuele
Fraternali, ricercatore senior dell’Os-
servatorio eCommerce B2c del Poli-
tecnico di Milano.
Soprattutto, il food delivery non va
considerato come una parte seconda-
ria e trascurabile del proprio lavoro.
Piuttosto, è come “avere un tavolo
del proprio ristorante direttamente
nella casa dei clienti”, come ama
dire Sarzana.
Insomma, Internet si siede
a tavola con noi. E pare
proprio che ci sia da
mangiare abbastanza
per tutti.




