GIU. LUG. 2016
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QI
STAR BENE A TAVOLA
Quella irresistibile voglia di dolce
Ridurre il consumo di zucchero non solo nella sua forma base ma anche quello contenuto
negli alimenti dolcificati o ad alta densità calorica
di Alberto Fiorito*
L’INDUSTRIA ALIMENTARE.
Nel tempo la disponibilità
di cibo è progressivamente
cambiata. L’uomo ha impa-
rato a servirsi dei grassi e del-
le proteine anche di origine
animale la cui reperibilità è
diventata progressivamen-
te maggiore e più facile. Ar-
rivando ai giorni nostri, di
questa istintuale e quasi ine-
vitabile voglia di dolce si è
accorta l’industria alimentare
I
l momento del dolce, al
ristorante,
rappresenta,
per molti, il culmine della
trasgressione. Se a casa siamo
facilmente indotti a rinuncia-
re a questo piccolo peccato,
quando siamo a cena fuori
siamo certamente più indul-
genti con noi stessi e volen-
tieri accettiamo gli appaganti
consigli della casa. Le ragioni
sono certamente razionali e
sono legate sostanzialmente
alla ricerca del piacere, ma ciò
avviene anche nel rispetto di
un atteggiamento istintua-
le del quale abbiamo perso
traccia nella memoria ma
che resta indelebile nei nostri
comportamenti.
È molto probabile che, ad
imitazione degli animali, i
primi ominidi fossero spin-
ti a scegliere gli alimenti più
dolci sviluppando quel primo
contattotral’istintoeilfunzio-
namento del corpo. La scelta
del dolce, infatti, si riferisce a
prodotti gustosi e succulenti
con l’inconsapevole finalità
di introdurre nell’organismo
alimenti di facile trasforma-
zione in energia. All’interno
della cellula, infatti, è il gluco-
sio che fornisce energia. An-
chegrassi eproteinepossono
essere trasformati in glucosio,
ma con un procedimento più
dispendioso.




