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GIU. LUG. 2016

44

QI

STAR BENE A TAVOLA

Quella irresistibile voglia di dolce

Ridurre il consumo di zucchero non solo nella sua forma base ma anche quello contenuto

negli alimenti dolcificati o ad alta densità calorica

di Alberto Fiorito*

L’INDUSTRIA ALIMENTARE.

Nel tempo la disponibilità

di cibo è progressivamente

cambiata. L’uomo ha impa-

rato a servirsi dei grassi e del-

le proteine anche di origine

animale la cui reperibilità è

diventata progressivamen-

te maggiore e più facile. Ar-

rivando ai giorni nostri, di

questa istintuale e quasi ine-

vitabile voglia di dolce si è

accorta l’industria alimentare

I

l momento del dolce, al

ristorante,

rappresenta,

per molti, il culmine della

trasgressione. Se a casa siamo

facilmente indotti a rinuncia-

re a questo piccolo peccato,

quando siamo a cena fuori

siamo certamente più indul-

genti con noi stessi e volen-

tieri accettiamo gli appaganti

consigli della casa. Le ragioni

sono certamente razionali e

sono legate sostanzialmente

alla ricerca del piacere, ma ciò

avviene anche nel rispetto di

un atteggiamento istintua-

le del quale abbiamo perso

traccia nella memoria ma

che resta indelebile nei nostri

comportamenti.

È molto probabile che, ad

imitazione degli animali, i

primi ominidi fossero spin-

ti a scegliere gli alimenti più

dolci sviluppando quel primo

contattotral’istintoeilfunzio-

namento del corpo. La scelta

del dolce, infatti, si riferisce a

prodotti gustosi e succulenti

con l’inconsapevole finalità

di introdurre nell’organismo

alimenti di facile trasforma-

zione in energia. All’interno

della cellula, infatti, è il gluco-

sio che fornisce energia. An-

chegrassi eproteinepossono

essere trasformati in glucosio,

ma con un procedimento più

dispendioso.