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IN SALA

GIU. LUG. 2016

42

Seguendo un suo personale percorso

di studio che l’haportatoa confrontar-

si con i mostri sacri del settore e con

le aziende produttrici con un’offerta

di prodotti dal profilo qualitativo più

alto. “Oggi – prosegue – la tendenza

più rilevante va verso la riduzione del

contenutodi alcol di ogni cocktail, per

tante ragioni. Le bombe alcoliche non

sono più apprezzate dai clienti seri.

Anche il mondo del bere miscelato

è attento a temi come la naturalità

e il wellness, quindi si diffondono

ricette con infusi, erbe, fiori, proprio

per soddisfare la curiosità del clien-

te. Certo anche questa è una moda

e come tutte le mode è destinata a

finire, ma di certo questi elementi sa-

lutistici si stanno radicando sempre

più e difficilmente si tornerà indietro.

Oggi più che mai l’evoluzione mette

a disposizione del barman prodot-

ti qualitativamente molto alti, sta al

barman trovare una sintesi tra tutte

queste influenze possibili, aprendo

la sua curiosità a 360 gradi per poi

condensare il tutto in un bicchiere”.

Si parla tanto di cucina a km 0 e

di localismo per le materie prime

che finiscono in tavola. Anche per

il mondo dei cocktail questo feno-

meno è rilevante?

Ci sono colleghi che ragionano in

questo modo, ma secondo il mio

parere il localismo è limitante per

il barman e il suo processo creativo.

Ritengo che chi sceglie di lavorare

in questo ambito possa attingere da

numerosi ingredienti provenienti da

tutto il mondo e questa è una fortuna

perché non c’è limite alla fantasia de-

gli operatori. Rimanere confinati inun

ristretto ambito geografico è contro-

producente: pensiamo al barman che

lavora in un resort sulle Alpi, usando

solo materie prime locali, rischia di

dover limitare il suo raggio d’azione.

Parliamo dei suoi cocktail a base

birra, soprattutto in un momento

nel quale labevanda con la schiuma

sta vivendo un’espansione senza

precedenti in Italia…

Ho imparato a miscelare con la birra

durante un mio periodo di lavoro in

Inghilterranegli anni ‘80. InGranBre-

tagna labirramiscelata èunabevanda

comune, un po’ come da noi l’uso del

vino nelle nostre preparazioni tradi-

zionali. Ritengo che la ‘bionda’ sia un

ottimo prodotto per la preparazione

di cocktail: permette di giocare con

la fantasia e realizzare ricette insoli-

te ma molto apprezzate dai clienti,

soprattutto durante il periodo estivo.

In che modo si svolge il suo per-

corso creativo? Il barman ideale è

più tecnico o istintivo?

Tutte e due le cose, l’istinto è impor-

tante, soprattutto quando ti trovi di

fronte un cliente e in pochi secondi

devi preparare qualcosa per lui che lo

faccia sentire speciale. La nostra pro-

fessione è tanto studioe applicazione.

Occorre conoscere a fondo i prodotti

e le loro reazioni, a questo punto si

può lasciare andare la fantasia e usare

anche in modo creativo ingredienti

che, altrimenti, difficilmente sarebbe-

ro entrati in una ricetta. Una corteccia

amaricante, oppure, come è accaduto

a un mio cocktail con il quale ho

vinto le selezioni nazionali che mi

hanno aperto la strada per il mon-

diale l’anno successivo, ho realizzato

un drink impiegando una gelatina di

mele che normalmente si abbina ai

formaggi. Accostamento inconsueto

ma perfettamente bilanciato che ha

stupito i giudici senza effetti speciali

inutili, ma con un gusto veramente

equilibrato.

Lei spesso dà consigli ai suoi col-

leghi più giovani e insegna anche

all’alberghiero. Che ne pensa delle

nuove generazioni di barman?

Ci sono ragazzi intraprendenti, che

amano il loro lavoro. Se devo dare

un consiglio, vedo che oggi manca

un po’ di umiltà e di stile. Non ba-

stano i baffetti a manubrio, i tatuaggi

sugli avambracci e il gilet a fare un

buon barman. Questa moda hipster

passerà come sono passate tutte le

altre prima: padroneggiare la tecnica

e avere stile significa essere in una

dimensione senza tempo e sapere

passare oltre lemode, creandosi un’i-

dentità personale e duratura.

Esse Emme

INGREDIENTI

3 cl

Wodka Dry

1 cl

Liquore alla Pesca

2,5 cl

Parfait Amour

0,5 cl

Blue Curacao

2 cl

Panna liquida

4

gocce di fragola Naturera

Vaporizzare su tutto

Blue Curacao

Decorare con un gabbiano

estratto da una buccia

di melone