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DIC. GEN. 2016

44

QI

STAR BENE A TAVOLA

N

ello scorso ottobre

l ’ O r g a n i z z a z i on e

mondiale della sani-

tà ha tirato le somme dopo la

valutazione di circa 800 lavori

scientifici edha affermato che

la carne rossa deve essere in-

serita nel gruppo dei cibi pro-

babilmente cancerogeni, la

così definita classe 2A, men-

trequella lavoratadeve essere

considerata sicuramente can-

cerogena e dunque inserita in

classe 1.

Come era facile immaginare e

come in effetti è stato, questa

affermazione ha sollevato un

polverone e diverse prese di

posizione.

Alle grida di giubilo di vegani

e vegetariani ha fatto da con-

traltare la protesta delle azien-

de del settore per giungere a

diverse prese di posizione dei

ministeri della salute di molte

nazioni inclusa l’Italia.

LE RAGIONI SCIENTIFICHE.

In realtà l’associazione tra cibi

carnei e le patologie tumora-

li, in particolare il cancro del

colon-retto, il secondo per

diffusione nel mondo occi-

dentale, era già evidente. Il

Fondo internazionale per la

ricerca sul cancro (WCRF) ha

pubblicatonel 2007 un report

dove vengono presentate

prove, da loro stessi definite

convincenti,sullarelazionetra

consumo di carni rosse o car-

ni trasformate e questa pato-

logia. Questo grande gruppo

scientifico si è dato il compito

di leggere tutte le pubblica-

zioni che possono mettere in

relazione lostiledivita, inclusa

l’alimentazione,conlepatolo-

gie tumorali in generale. Dai

loro studi è derivato un deca-

logocheal puntocinquedice:

limitare le carni rosse, evitare

le carni trasformate.

Questa organizzazione, pur

nonessendoafinidilucro,non

è istituzionale per cui è segui-

ta soltanto da gruppi scientifi-

ci o medici che la conoscono

e che sono in sintonia con le

loro idee. Basti pensare che l’I-

stitutonazionale dei tumori di

Milano ha fatto propri questi

consigli e li ha trasformati in

una linea di condotta da sug-

gerire ai pazienti all’atto della

dimissione.

LE RAGIONI PRATICHE.

Ma

quali sono le ragioni per cui

la carne farebbe male? In ef-

fetti sono molteplici. La qua-

lità e l’abbondanza degli acidi

grassi saturi innanzitutto. Una

parte di acidi grassi saturi, ov-

vero quei grassi a struttura più

stabile, è necessaria per diver-

se funzioni dell’organismo.

Quando se ne introduce in

eccesso con l’alimentazione

questi impegnano il fegato in

un lavoro eccessivo, vengono

trasportati in giro per il cor-

po e tendono a depositarsi,

tra le altre cose, nella parete

delle arterie, là dove esiste già

un piccolo danno. In questo

modo danno origine alla ben

conosciuta “placca arterio-

sclerotica”che nel tempo non

può che progredire e ridurre

la capacità di questi vasi di tra-

sportare il sangue.

Un secondo problema è lega-

to all’eccesso di proteine. Per

digerire le proteine animali,

in special modo quelle della

carne rossa, lo stomaco deve

abbassare notevolmente il

pH ovvero ridurre l’acidità a

livello 2, cioè il massimo che si

può raggiungere nei proces-

si digestivi. Così facendo se è

vero che le proteine si scindo-

no nei singoli componenti, gli

aminoacidi, è vero anche che

questa produzione acida pro-

voca una acidificazione gene-

rale dell’organismo, a partire

dal sangue. Un terreno acido

diventa la base per uno stato

di salute peggiore e, quindi,

per la nascita di processi pa-

tologici.

C’è poi il delicato problema

della qualità. La maggior par-

te della carne utilizzata per

l’alimentazione umana deriva

da animali ospitati in alleva-

menti intensivi, dove trascor-

rono la loro vita totalmente

in cattività, senza pascolare,

mangiando esclusivamente

cibi industriali e dove, per la

prevenzione o la terapia, ri-

cevono trattamenti farmaco-

logici. Tra questi ce ne sono

molti consentiti, controllati

e legali, anche se non si può

negare che gli effetti di questi

farmaci e i residui degli stessi

possano mantenersi all’inter-

no delle carni che poi ven-

gono portate sulle tavole dei

Carne e dintorni

L’allarme lanciato dall’OMS ha avuto ripercussioni sui consumi di carne.

Reazioni esagerate? Ciò che conta veramente è proporre e consumare

carni di qualità e selezionare i fornitori

di Alberto Fiorito*

appare improponibile l’idea

di trasformare l’uomo,

reso onnivoro dall’evoluzione,

in vegetariano