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FEB. MAR. 2015

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Intervista allo chef

Gli incidenti più comuni? Tagli e ustioni

M

a come si vive davvero la questione

sicurezza sul lavoro nella cucina di un

ristorante? Ce lo racconta Giorgio Perin,

chef del ristorante dell’albergo Mo.om, a Olgiate

Olona (Va) oltre che membro dell’APCI (Associazione

Professionale Cuochi Italiani). È lui il responsabile

della sicurezza in cucina. L’hotel si rivolge

prettamente a chi viaggia per affari. Il ristorante serve

mediamente 60 coperti al giorno - in prevalenza la

sera - e in cucina lavorano 3 addetti.

Si sono mai verificati infortuni sul lavoro nella

vostra cucina?

Siamo aperti da quasi due anni e fortunatamente non

è mai capitato nulla di grave, anche se vi sono stati

incidenti di poca entità.

Quali sono gli attrezzi più pericolosi in cucina?

Sicuramente i coltelli, sia perché le lame sono

molto affilate, sia perché si tende ad avere troppa

confidenza con loro, abbassando il livello di

attenzione. Poi capita che per un mese non ci si

faccia nemmeno un graffio e un bel giorno ci si tagli

4 o 5 volte... Può succedere, ma per fortuna non

si tratta mai di nulla di grave. Un’operazione molto

pericolosa è la pulizia dell’affettatrice. I suoi tagli, l’ho

sperimentato di persona, sono più dolorosi di quelli

del coltello. Però si possono prevenire indossando

l’apposito guanto antitaglio quando la si pulisce.

E le ustioni?

Sono anch’esse molto frequenti. Lavoriamo con forni,

padelle, friggitrici. Scottarsi è quesi inevitabile, specie

se per il caldo si lavora con le maniche della giacca

rimboccate. Anche in questo caso non si sono mai

verificati gravi incidenti.

Quanto è importante l’atteggiamento della

direzione nei confronti del tema della sicurezza

dei lavoratori?

Molto. Nel nostro caso, lavoriamo in un hotel di

nuova concezione, costruito con un occhio al design

e all’impatto ambientale, ma è stata prestata

grande attenzione alla sicurezza di chi vi opera.

Qualche esempio? Di solito si tende a nascondere

e a rendere più piccole possibili le tubature per

l’impianto antincendio, qui al Mo.om sono ancora

più grandi di quanto richiede la legge. Poi, quando

in estate ho fatto notare che le temperature erano

poco sopportabili, è stato rapidamente installato

un impianto di ventilazione che ha migliorato

molto la qualità della vita. Tutti i dispositivi per la

sicurezza sono tenuti in perfetto ordine e stato di

manutenzione. In quanto responsabile della sicurezza

ho seguito corsi di ogni tipo, dall’antincendio al

pronto soccorso!

Giorgio Perin, chef del

ristorante dell’albergo

Mo.om, a Olgiate Olona

(Va) e membro dell’APCI

(Associazione Professionale

Cuochi Italiani)

IMQ il numero è 0051).

«I rischi connessi con le

apparecchiature elettriche – spiega

Giorgio Pietrantuono, tecnico di

laboratorio esperto di sicurezza di

tali strumenti di IMQ – oltre a quelli

da elettrocuzione sono soprattutto

legati al rischio di taglio. Per questo

la norma impone, per esempio,

che eventuali vetri in caso di

rottura si frantumino in frammenti

smussati e che gli spigoli non

siano taglienti. Per quanto riguarda

i rischi legati all’elettricità, gli

apparecchi devono essere costruiti

in modo che le parti elettriche

non siano accessibili ed essere

dotati di sistemi di sicurezza». In

generale i prodotti elettrici, per

poter essere conformi alle direttive

europee, devono dimostrare di

essere sicuri dal punto di vista

elettrico, solidi e resistenti da

quello meccanico, e in generale

non essere mai fonte di eventuale

pericolo anche in caso di utilizzo

anomalo o guasto. Ma non solo.

In particolare per apparecchiature

a contatto con alimenti, come ad

esempio le affettatrici, di rilievo è

anche l’aspetto di igiene alimentare.

Il prodotto deve essere dunque

costruito con materiali compatibili

con il contatto alimentare e con

una struttura tale che consenta

un’agevole pulizia e manutenzione

delle parti.

Stessi requisiti di sicurezza valgono

anche per i prodotti a gas. «Infine

– spiega Roberto Bigoni, tecnico di

laboratorio esperto della sicurezza

di forni e piani di cottura a gas –

non va dimenticato che accanto

alla sicurezza delle apparecchiature

utilizzate è importante rispettarne

anche il corretto utilizzo; l’operatore

deve essere addestrato all’uso

corretto di tutte le apparecchiature,

perché qualunque uso improprio

può comportare un rischio. Il libretto

di istruzione non deve essere

relegato sul fondo di un cassetto,

ma letto, compreso e riletto quando

se ne presenta la necessità».