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51

FEB. MAR. 2018

C

i sono nuovi adempi-

menti in arrivo: a par-

tire dal mese di aprile

(il giorno 11 per la

precisione) entrerà in applicazione

il Regolamento UE 2158/2017 che

istituisce misure di attenuazione e

livelli di riferimento per la riduzione

della presenza di acrilammide negli

alimenti.

Ma che cos’è l’acrilammide? “L’acri-

lammide - spiega Roberta De Noia,

tecnologa alimentare - è una sostan-

za genotossica e cancerogena ed

è considerata un pericolo chimico

nella catena alimentare. Questa so-

stanza si forma a partire da alcuni

elementi comuni in molti alimenti:

l’aminoacido asparagina e gli zuc-

cheri. Perché si formi, gli alimenti

devono essere trattati termicamente

(ovvero cotti) a temperature supe-

riori a 120°C e con un basso grado

di umidità.

Gli alimenti più a rischio sono quelli

che hanno un alto contenuto di car-

boidrati, in particolare cereali, patate

e chicchi di caffè, quando vengono

cotti al forno o sottoposti a frittura”.

In effetti gli alimenti che rientrano

nel campo di applicazione del Re-

golamento sono tanti: le patate fritte

prodotte a partire dal prodotto fresco,

le patatine chips, i prodotti da forno

tra cui pane, crackers, gallette, fette

biscottate e il caffè.

La pericolosità dell’acrilammide è

riconosciuta a livello scientifico:

l’EFSA, Autorità Europea per la Si-

curezza Alimentare, si è dedicata ad

approfondire la materia. “Nel 2015

- prosegue la De Noia - l’EFSA ha

adottato un parere sull’acrilammide

negli alimenti, confermando le con-

clusioni di valutazioni precedenti ed

evidenziando la preoccupazione per

la diffusione di questo contaminante

negli alimenti di uso comune, molto

apprezzati in particolare dai bambini

che sono anche i soggetti più esposti,

rispetto agli adulti, in base al loro

peso corporeo”.

UN IMPEGNO PER TUTTI

A fronte di questa pericolosità, e per

tutelare il piùpossibile i consumatori,

la Commissione Europea chiede ora

agli operatori del settore alimentare

di adottare tutte le misure possibili

per quanto di loro competenza, per

ridurre la formazione di acrilammide

negli alimenti.

Attenzione anche al pane

Un altro prodotto che ormai molti ristoratori preparano in proprio, e per cui

il Regolamento dà delle indicazioni specifiche, è il pane. In questo caso, la

legge impone di allungare il più possibile i tempi di fermentazione del lievito

e di contenere, per quanto fattibile il calore applicato e i tempi di cottura, fer-

mandosi a una colorazione più chiara. Se il pane è arricchito con ingredienti

diversi, come semi o frutta secca tostata, assicurarsi che la temperatura di

tostatura non sia troppo elevata.

Queste misure possono valere anche per la pizza seppure non contemplata

nel Regolamento.

I bordi bruciacchiati rappresentano una grossa fonte di acrilammide.