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FEB. MAR. 2018

55

*La dottoressa

Barbara Panterna è

un Medico-Chirurgo

con Perfezionamento

universitario in

Nutrizione umana

conseguito presso

l’Università Statale

di Milano. Si occupa

di educazione alimentare e

geriatria, docente/formatore

per la Regione Lombardia nei/

di Corsi di Primo Soccorso e

Microbiologia. Autrice di diversi

articoli di carattere medico/

scientifico e di romanzi presenti

su Amazon libri.

Ha recentemente pubblicato

con Passoni Editore: Storie di

ordinaria ginecologia, distribuito

in Italia da Bayer farmaceutica.

Svolge la sua attività medica

a Milano in regime di libera

professione.

parte della flora intestinale con pro-

duzione di gas e acidi organici, richia-

mo nel colon per osmosi di acqua con

conseguente flatulenza, meteorismo,

crampi addominali, diarrea, astenia,

malessere, fino al calo ponderale.

-

Sostanzeminerali

come ad esempio

calcio, fosforo, potassio e

Vitamine

principalmente del complesso B, C e

PP completano il quadro nutrizionale

del latte/latticini.

Dal punto di vista tecnico-legale, inve-

ce, il latte si distingue in tre macrotipi:

caseario

- I Latticini, in senso generico, sono

invece tutti gli alimenti derivanti dal

latte

, ottenuti secondo diversi proce-

ricot-

ta

, i

formaggi

freschi e stagionati, il

burro

, la

panna

e lo

yogurt

. In senso

più restrittivo, i latticini sono soltanto

i derivati del latte che non subiscono

la coagulazione delle

caseine

,come la

ricotta, il burro, la panna e lo yogurt.

Inquesta definizione il formaggionon

è un latticinio anzi si contrappone a

quest’ultimo.

La

ricotta

si ottiene come residuo della

produzionedel formaggiodalla

caglia-

ta

ovvero comepartedel sierodel latte.

Il

burro

è prodotto dalla lavorazione

della panna (o crema di latte), con for-

mazione di un’emulsione.

Lo

yogurt

viene realizzato per fermen-

tazionebattericadegli zuccheri presen-

ti nel latte.

La

panna

è costituita dalla parte grassa

del latte, ottenuta per centrifugazione

o per affioramento in seguito a decan-

tazione lenta. Si considera latticinio an-

che il kéfir.

Latte/latticini delattosati

Essendoci sempre più persone intol-

leranti al lattosio (largamente usato

nell’industria alimentare anche come

additivo) o,molto più banalmente, che

preferiscono non assumere questa so-

stanza per fini dietetici, da alcuni anni

sempre più aziende utilizzano latte de-

lattosato (trattato con l’aggiunta della

lattasi

) per preparare prodotti pur di

soddisfare chi non vuole rinunciare a

questi alimenti nonostante ne sia in-

tollerante o semplicemente per scelta.

Utile sapere che i formaggi stagionati,

per un periodo superiore ai 12 mesi,

ad esempio, o lo yogurt che deriva da

unafermentazione,nesonoquasiprivi.

Mentre il latte e derivati di capra/peco-

ra, con un sapore più deciso che non

sempre incontra i gusti,ha un tenore di

proteine,grassielattosiosimileaquello

globuli lipidici sono più piccoli.

Per concludere,l’eccessivoconsumodi

latte e latticini porta con sé molti svan-

taggi siaper il loroelevatocontenutodi

grassi, sia perché troppo spesso sono

responsabilidiallergie/intolleranzema

anche perché sono comunque conta-

minati da antibiotici, ormoni della cre-

scita, oltre che da erbicidi e pesticidi.

Nella mia pratica lavorativa, per tutti

questi motivi e perché sono considera-

ti alimenti altamente acidificanti, tendo

a ridurli, mai eliminarli altrimenti pos-

so peggiorare un’intolleranza lieve. Se

avrò invece un paziente con una grave

intolleranza, caratterizzata da una sin-

tomatologia importante che limita la

sua qualità di vita, tenderò a eliminarli.

Consiglio quindi ai ristoratori di adat-

tarsi a questa nuova situazione che si

sta delineando (e non solo segnalando

la presenza di allergeni nel menù) con

qualcosa di concreto come cucinare

con latte delattosato, proporre formag-

gi molto stagionati o freschi delattosati

inmodo da accontentare una vasta fet-

ta di clientela che sarà più propensa a

venire nel vostro locale.