Vino, motivare i consumatori per incrementare le rotazioni

Più di 26mila ingressi distribuiti nei tre giorni, due associazioni di vignaioli stranieri e 29 olivicoltori della FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti. Sono i numeri dell'edizione 20...

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Più di 26mila ingressi distribuiti nei tre giorni, due associazioni di vignaioli stranieri e 29 olivicoltori della FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti. Sono i numeri dell'edizione 2023 del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti durante la quale Mixerplanet ha svolto una mini-inchiesta tra gli espositori per capire come il mercato fuori casa posso avvicinarsi alla riscoperta di vitigni autoctoni meno noti e iper locali.

Produzioni in agricoltura biologica e biodinamica e l’appartenenza a organizzazioni come la Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti) rappresentano dei driver utili alla commercializzazione e al racconto dei vini ai consumatori, ma secondo molti dei vignaioli indipendenti presenti all’ultima mostra mercato della Fivi va migliorata la formazione degli operatori del fuori casa, in particolare del personale di sala o di coloro che si interfacciano direttamente con i clienti nei locali o nelle enoteche. 

RACCONTARE IL PROGETTO AI CONSUMATORI

Anna de’ Besi, una delle titolari insieme alla madre e alla sorella dell’azienda Puntozero, 12 ettari vitati nella zona dei Colli Berici, ha riscontrato che i ristoratori, pur conoscendo perfettamente i vini proposti, troppo spesso non dedicano tempo a raccontare ai propri clienti la bottiglia. L’azienda propone autoctoni come Garganega, Tai e Carmener e si colloca in una fascia alta del mercato e di conseguenza della ristorazione, dove certe attenzioni al servizio in sala ci sono, ma con spazi di miglioramento.  


UN SUPPORTO DALLE TECNOLOGIE

Gennaro Oliviero, titolare dell’azienda FuocoMuorto che sulle pendici del Vesuvio produce i vitigni tipici dell’areale compresi nel disciplinare di produzione del vino “Vesuvio Doc”, come il Caprettone, il Primitivo Igp Campania e il Vesuvio Aglianico, osserva come, anche grazie all’uso delle tecnologie, i vitigni autoctoni meno noti possono valicare i confini locali e farsi conoscere da una più ampia fascia di consumatori.
Tecnologie che aiutano sia i gestori di locali e ristoranti sia i clienti nella sperimentazione di nuovi prodotti. “Quando un ristoratore acquista vini autoctoni di nicchia, oltre a proporre un prodotto insolito ai propri clienti, sostiene l’economia dei territori di produzione e oggi può farlo con un rischio economico molto basso, infatti anche le piccole cantine si sono organizzate per la vendita e le spedizioni dirette, quindi l’esercente può acquistare un numero molto limitato di bottiglie per testare l’apprezzamento della propria clientela e grazie alla digitalizzazione delle informazioni gli stessi clienti possono fare scelte più consapevoli dalla carta dei vini”.

LA FORMULA PIATTO + CALICE

Inoltre, per incrementare la rotazione di tutti i vini della carta, anche dei meno noti, i ristoratori potrebbero proporli a mescita: Oreste Corbelli, wine influencer e sommelier, suggerisce di proporre nel menù il piatto e il vino al calice consigliato in abbinamento, in questo modo si dà la possibilità al cliente di cambiare vino a ogni portata e lo si solleva dall’indecisione di prendere un’intera bottiglia di un prodotto non conosciuto e il ristoratore può variare da sera a sera gli abbinamenti con i vini tenendo fisso il menù.


I VINI DEI VIGNAIOLI PIACE AI GIOVANI

Il modo per far convivere nella carta dei vini i nomi noti del settore e i nomi meno noti di cantine che però hanno progetti interessanti, mantengono viva la biodiversità e presidiano spesso territori che altrimenti verrebbero abbandonati esiste ed esiste un pubblico, anche giovane, pronto a intercettare le novità. Lorenzo Cesconi, presidente Fivi, osserva che “molti consumatori dei vini dei vignaioli indipendenti appartengono alla generazione Z. “Nel mondo del vino spesso i figli o le figlie continuano la produzione di famiglia, quindi la presenza di un numero elevato di giovani nel settore e la filosofia che sta dietro al progetto della Fivi attrae altri giovani consumatori che sono molto sensibili alle tematiche ambientali e alla territorialità d’origine”. 

Per segnalare ai clienti la presenza nella carta dei vini di un locale di un certo numero di produttori associati Fivi, l’organizzazione ha realizzato il progetto Punti di affezione, con cui fornisce agli esercenti materiale promozionale, la vetrofania e divulga i nomi dei locali attraverso il sito e le pagine social della Fivi e tramite l’app.

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12º MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI

Erano alte le aspettative per questa prima edizione a Bologna del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che già si preannunciava da record con 985 Vignaioli partecipanti, 2 associazioni di Vignaioli stranieri e 29 olivicoltori della FIOI a sancire un’importante alleanza tra produttori agricoli. E i risultati sono stati all’altezza delle aspettative, con un costante afflusso di pubblico nei 3 giorni di manifestazione e un ottimo ritorno in termini di soddisfazione di espositori e visitatori. A parlare sono prima di tutto i numeri, con oltre 26mila ingressi totali, ma più dei numeri ciò che ha contato è stata la qualità dell’evento nella sua totalità. 

I nuovi spazi fieristici di BolognaFiere hanno permesso di disporre gli stand dei Vignaioli in un contesto ampio e gradevole, luminoso e poco rumoroso, nonostante il grande afflusso di pubblico, favorendo così gli incontri ai banchi, gli assaggi e anche gli spostamenti dei visitatori tra i corridoi. Un vero clima di festa. 

“Buona la prima – dichiara Lorenzo Cesconi, Presidente FIVI - verrebbe da dire, non fosse la dodicesima edizione di questo nostro Mercato dei Vini. Ma è la prima volta qui a Bologna, con risultati che ci rendono davvero molto soddisfatti: abbiamo dimostrato ancora una volta che il cuore di questa manifestazione sono le Vignaiole e i Vignaioli, che con i loro vini raccontano tanti tasselli del grande puzzle dell’Italia del vino. E non è una questione di numeri: come per i nostri vini, è una questione di autenticità e qualità, gli elementi fondanti di questo evento, ormai uno dei più importanti in Italia. Ci sono ancora molte cose da mettere a punto, non c’è dubbio: ma siamo nelle condizioni ideali per fare meglio, grazie alla forza dei contenuti che mettiamo sul tavolo e alla positiva collaborazione con BolognaFiere”. 

Confermato anche a Bologna il comune denominatore del Mercato dei Vini: la qualità, sincera e senza fronzoli, trasmessa al pubblico dai Vignaioli e dalle Vignaiole attraverso i loro vini, in un ambiente dall’allestimento che resta essenziale e dove l’assegnazione della posizione nei padiglioni è frutto – dai più piccoli ai più grandi, dalle aziende con decenni di storia a quelle alle prime vendemmie – di un sorteggio casuale, nella piena filosofia FIVI di eguaglianza e democraticità.

Contenta anche BolognaFiere, con il Presidente Gianpiero Calzolari: “Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione bolognese del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Il numero di espositori e il clima di entusiasmo che si è creato attorno a questa manifestazione ci avevano già fatto ben sperare. La conferma è arrivata dai tanti visitatori accorsi in fiera e alle iniziative “Fuori Mercato” promosse in città da Confcommercio Ascom e AMO. Il Mercato dei Vini è stato una festa corale e un importante momento di confronto tra gli operatori. La città ha risposto con calore, dimostrando di voler accogliere la comunità dei Vignaioli Indipendenti e i valori che le piccole e le medie cantine promuovono. Considero questo il primo passo di un percorso che ci vedrà impegnati per molto tempo accanto a FIVI. Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti contribuisce, infatti, a consolidare il ruolo di BolognaFiere come riferimento fieristico di primo piano per i produttori e i consumatori di vini di eccellenza, sostenibili, saldamente legati alla storia e alla cultura dei territori. E ora appuntamento a febbraio con la Slow Wine Fair 2024”. 

Dal lato del pubblico, in questa edizione 2023 il Mercato dei Vini ha confermato di essere uno dei principali appuntamenti del mondo del vino italiano: non solo gli ingressi sono aumentati di oltre 2.000 unità rispetto all’edizione precedente, ma è cresciuta ulteriormente l’attenzione di operatori di settore, ristoratori, enotecari e di piccoli trader esteri, favoriti dalla centralità e raggiungibilità di Bologna. La conferma del successo è sostenuta dalle moltissime uscite sulla stampa e dalla frizzante attività sui social media, con la condivisione di migliaia di foto e video. 

Il Mercato dei Vini è prima di tutto il principale appuntamento associativo della FIVI, che in questo contesto organizza l’Assemblea annuale dei soci, quest’anno ancora più partecipata degli anni scorsi.   

La manutenzione del territorio e l’importante azione portata avanti dai Vignaioli in questo senso sono stati al centro di un dossier presentato proprio durante l’Assemblea, che si è svolta la mattina del terzo giorno di Mercato. Puntuali le richieste alla classe politica, che si concentrano sul disegno di legge attualmente in esame presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera “Disposizioni per il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente del territorio e per l’istituzione della Giornata nazionale dell’agricoltura”. 

L’Assemblea si è conclusa con la consegna del Premio “Leonildo Pieropan” 2023 a Emidio Pepe, Vignaiolo in Abruzzo e storico socio FIVI, mentre al taglio del nastro era stato consegnato al musicista Stefano Belisari in arte Elio il nuovo premio “Vignaiolo come noi”. 

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