Vini delle sabbie: vitigni minori ma di grande importanza

Sono loro il passaggio obbligato per comprendere la realtà enologica di quell’incontaminata fetta dell’Emilia-Romagna che si affaccia sulla foce del Grande Fiume. Sto ovviamente parlando dei Vini dell...

Condividi l'articolo

Sono loro il passaggio obbligato per comprendere la realtà enologica di quell’incontaminata fetta dell’Emilia-Romagna che si affaccia sulla foce del Grande Fiume. Sto ovviamente parlando dei Vini delle Sabbie, spesso – distrattamente e colpevolmente – considerati fattispecie marginali dalla storia della vinificazione italica, ora invece più che mai, e per tante e motivate ragioni, centrali in una stagione che potremmo definire 2.0. Ne parlo a lungo e piacevolmente con Sante Baldini, presidente del Consorzio Tutela vini DOC del Bosco Eliceo, con sede a Ferrara. “Come tutti sanno esistono due versioni della comparsa di quella che tante testimonianze, compreso il Veronelli, chiamano ‘uva d’oro’, la capostipite della DOC,” ci dice, “una leggendaria, e una documentabile.

FANTASIA E REALTÀ
La leggenda vuole che Renata di Valois-Orléans, nata principessa di Francia, poi duchessa Renata di Francia, al momento di sposarsi con Ercole II d’Este, duca di Ferrara, portasse in dote alla Corte alcune barbatelle di questo vitigno a bacca nera, noto come fruttana, o vino della Côte d’Or (Borgogna), da cui la trasposizione italianizzata. La versione documentabile invece è che fin dalla metà del XVI secolo l’uva era coltivata nella nostra zona. Più tardi, verosimilmente, un grande apporto in termini di sviluppo e insieme protezione del vitigno si deve ai frati benedettini di Pomposa e Classe, dalla metà dell’800 in poi.” La storia recente invece è risaputa: catalogazione come Fortana nel 1985, DOC dal 1991.

IL TERRITORIO
Attualmente la coltivazione del Fortana è diffusa in un’area a cavallo tra le province di Ferrara e Ravenna, dove le uve di questo vitigno sono alla base del DOC Bosco Eliceo Fortana, con propaggini anche nel parmense, in particolare nelle cosiddette ‘terre verdiane’ e lungo il vecchio corso del fiume Taro. “Con la caratteristica” mi dice ancora Sante, “che il vitigno di Fortana rimane “franco di piede”, dato che i terreni sabbiosi e fluviali, i dossi e i boschi di lecci caratteristici della nostra zona, probabilmente coadiuvati dal clima umido, hanno messo al riparo i vitigni dalla proliferazione della fillossera dell’800, non rendendo quindi necessario l’innesto su radice di vite americana.” Un vino sano, quindi, vinificato sia in versione naturalmente frizzante che spumantizzata con metodo classico. E che denota miglioramenti consistenti sia in cantina che in vigna, se è vero come è vero, che è già stata commercializzata la prima versione di Fortana biologico, nato dalla collaborazione tra la casa Vinicola “Mattarelli” e la Cooperativa Agroalimentare “Giulio Bellini” di Argenta. L’operazione di recupero di varietà desuete come il Montuni e l’Ursiola, peraltro, si continua ad affiancare al lavoro assiduo sugli altri vitigni caratteristici della DOC, come il Merlot, il Sauvignon e il Bianco del Bosco (blend di Trebbiano e Malvasia), con un’estensione vitata che ora raggiunge i 180 ettari, 18 cantine associate ed un volume di bottiglie che oltrepassa i 3 milioni, vendute soprattutto all’estero.

AL PALATO
Gli assaggi, come immaginavo, non tradiscono le attese. I vini delle Sabbie possiedono un naso e un palato non codificati, caratterizzati dalla leggerezza, grado alcolico non elevato, beverini eppure rotondi e molto piacevoli alla bocca, con una caratteristica chiusura su note di lampone. Abbiamo testato un Bradamante 2017 di Tenuta Garusola, un brut rosato ottenuto da uve Fortana dal caratteristico color corallo, non filtrato, che si apre su un naso di rose, delicato ed invitante, con alla beva fragole, lamponi ed una chiusura dal piacevole retrogusto di sottobosco. Siamo poi passati ad un Micrologus 2017 di Corte Madonnina, merlot biologico dal classico naso salmastro, caratteristico dei vini delle sabbie, ottima trama tannica e bocca piena, ampia e verticale. A chiudere lo spumante rosé Rosa X Emy 2017 di Cantine Mattarelli: metodo charmat da 100% uve Fortana dal bellissimo color cipria, perlage finissimo e persistente, naso traboccante di frutta a buccia verde e gelsomino, bocca ampia, voluttuosa e con chiusura boscosa. L’impressione finale è che la tavolozza dei vini emiliano-romagnoli si sia arricchita di una sfumatura importante, decisamente da scoprire. O ri-scoprire.

Romagnolo verace, Luca Gardini inizia giovanissimo la sua carriera, divenendo Sommelier Professionista nel 2003 a soli 22 anni, per poi essere incoronato, già l’anno successivo, miglior Sommelier d’Italia e – nel 2010 – Miglior Sommelier del mondo.

No-slot e pubblicità ma più Preu

09 aprile 2019 | Redazione

Importanti, e più che significative, per gli equilibri economici della filiera, esercenti compresi, le conseguenze del cosiddetto Decreto Dignità (n. 87 del 12.07.2018, convertito con modificazioni ne...

17 agosto - 22 agosto 09:30 - 17:30 | Verona , Evento diffuso

ll passaporto mondiale del caffè fa tappa a Verona: al via il corso d'élite Q Grader

05 giugno 2026 | Redazione

Arriva a Verona, dal 17 al 22 agosto, la sessione d'esame e formazione Q Grader, l'ambita certificazione internazionale che opera come un vero e proprio "passaporto professionale" per chiunque lavori nella filiera del caffè di alta qualità.

Notizie correlate

Ron Matusalem, la ricerca sul legno e il colore che non t’aspetti

03 giugno 2026 | Maurizio Maestrelli

Abbiamo incontrato a Milano Cynthia Vargas, master blender di Ron Matusalem, per assaggiare le novità dell’azienda dominicana distribuita in Italia da Disaronno Group. Enigma, blend declinato in botti di rovere francese e in botti di rovere americano, e Insolito, rum dal colore rosato che non ci si aspetta.

Volare Global Cocktail Challenge 2026, iscrizioni aperte fino al 10 giugno

03 giugno 2026 | Redazione

Manca poco alla chiusura delle iscrizioni per la selezione Italiana della Volare Global Cocktail Challenge 2026

Almudena Castro Rayo vince la Finale Global di The Vero Bartender 2026

28 maggio 2026 | Redazione

Arriva dalla Spagna e si chiama Almudena Castro Rayo la vincitrice della finale Global di The Vero Bartender 2026

Riedel, debutta la nuova linea "Bar Rituals"

27 maggio 2026 | Redazione

Una nuova linea di bicchieri specifici pensata per i rituali del bere contemporaneo. Riedel, marchio di fama mondiale nel settore dei calici specifici per tipologia di vino, amplia la propria ricerca nel design del vetro e presenta "Bar Rituals"

Mixology: dall'incontro tra Absolut Vodka e salsa Tabasco nasce Absolut Tabasco

27 maggio 2026 | Redazione

Absolut Vodka presenta Absolut Tabasco, un progetto che nasce dall’incontro tra la purezza della vodka svedese e il carattere inconfondibile della salsa Tabasco.

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 386 - Maggio 2026
05 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati