No-slot e pubblicità ma più Preu

Importanti, e più che significative, per gli equilibri economici della filiera, esercenti compresi, le conseguenze del cosiddetto Decreto Dignità (n. 87 del 12.07.2018, convertito con modificazioni ne...

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Importanti, e più che significative, per gli equilibri economici della filiera, esercenti compresi, le conseguenze del cosiddetto Decreto Dignità (n. 87 del 12.07.2018, convertito con modificazioni nella legge 9 Agosto 2018 n. 96). Il provvedimento governativo, oltre a vietare ogni forma di pubblicità del gioco con vincita in denaro, impone un ulteriore e progressivo aumento del Preu sugli apparecchi da gioco, che tra settembre 2018 e maggio 2019 cresce di un mezzo punto percentuale sulle somme giocate, passando rispettivamente al 19,25% ed al 19,5% per le slot e al 6,25% ed al 6,5% per le Vlt, con ulteriori oscillazioni pianificate fino al 2023; l’aliquota effettiva di tassazione dei “ricavi” degli apparecchi, al netto delle vincite corrisposte ai giocatori, supera il 64%, risultando la più alta fra i paesi che hanno regolamentato il gioco. A titolo esemplificativo, un gestore con 100 apparecchi con media di raccolta giornaliera di 200 euro per apparecchio, per effetto dell’incremento previsto per il prossimo esercizio, verserà annualmente un prelievo erariale pari ad 1.430.000 euro, con una decurtazione dei propri ricavi pari a 36mila euro, che vanno naturalmente ripartiti con gli esercenti in base agli accordi contrattuali convenuti. I margini economici degli operatori ancora “vivi”, già erosi dalla riduzione degli apparecchi imposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, subiscono dunque un ulteriore colpo che comporterà l’inevitabile rivisitazione delle modalità di ripartizione dell’imposta con gli esercenti. Tenendo anche conto che ora più che mai, per un gestore, l’obiettivo primario resta l’ottimizzazione delle medie di raccolta, privilegiando i locali con maggiori performance. Il tutto anche in previsione degli ulteriori investimenti richiesti per il prossimo biennio, compresa la modifica degli apparecchi con i lettori della tessera sanitaria, per meglio controllare ed inibire l’accesso al gioco ai minorenni, anche questa dettata dal Decreto Dignità. Tali interventi, salvo rinvii, dovranno essere effettuati entro la fine del 2019 in quanto dal 2020 gli apparecchi sprovvisti dovranno essere rimossi (con un sanzione di 10mila euro a macchina); tutto tace invece sulle regolamentazioni e l’avvio sul mercato delle cosiddette “Awp da remoto”, da tempo annunciate dal legislatore, collegate da remoto che dovrebbero sostituire l’intero parco Awp. Ma non è tutto. Sì, perché a complicare ulteriormente le cose, per gli operatori, è la Manovra economica per il 2019, in cui si torna a parlare di nuove tasse per il gioco. L’articolo 80, infatti, prevede l’aumento del Preu per slot e Vlt di un ulteriore mezzo punto percentuale. Ma senza concedere la possibilità di intervenire con un ritocco del payout, almeno nelle new slot, dove non è attualmente possibile. Mentre diventa inevitabile sulle vlt. A decorrere dal 1° gennaio 2019 e in aggiunta a quanto previsto dal Decreto Dignità.

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