Valentina Melis: una vita al Bar!!

Il Bar? Per Valentina Melis è una seconda casa. “Quando uscivo da scuola andavo a mangiare nel locale della nonna, oggi in mano allo zio. Cresciuta, ho anche dato una mano al bancone, così so fare caf...

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Il Bar? Per Valentina Melis è una seconda casa. “Quando uscivo da scuola andavo a mangiare nel locale della nonna, oggi in mano allo zio. Cresciuta, ho anche dato una mano al bancone, così so fare caffè, cappucci e tutti i cocktail classici”, racconta. E sul livello medio dei Bar italiani non ha dubbi: “Per offerta enogastronomica e gusto nell’arredo siamo un punto di riferimento in tutto il mondo”.

Com’è il tuo Bar ideale per la colazione?
Luminoso e dotato di una ricca scelta di brioche di qualità. Non mi pesa spendere qualcosa di più per un prodotto artigianale, caldo e fragrante.

Cosa ordini?
In genere una spremuta, un tè e una brioche.

Capitolo pranzo: cosa ti piace mangiare e in che tipo di ambiente?
A pranzo mi oriento per lo più verso un piatto freddo e leggero. Detto questo, amo trascorrere la pausa chiacchierando, per cui scelgo sempre locali intimi ed evito quelli con luci al neon o molto affollati.

Ti capita di andare al Bar di pomeriggio?
Sì, adoro il tè e lo berrei a qualunque ora. Non solo: ogni tanto mi coccolo anche con una merenda a base di cioccolata con panna.

Veniamo all’aperitivo: che cosa bevi e dove?
Un Aperol Soda, un Martini Rosé o un bicchiere di vino. Apprezzo i locali con sottofondo musicale e un ricco buffet. Non meno importante è che il Bar sia animato, perché mi piace socializzare e conoscere gente nuova quando esco.

Quindi ti garba la formula dell’happy hour?
Molto: è divertente e mi permette di cenare tardi senza patire i crampi della fame.

In base a quale criteri scegli dove cenare?
Prediligo i ristoranti dall’arredo rustico, con luci soffuse e un’atmosfera familiare e rilassata.

La tua cucina del cuore?
In assoluto, quella italiana. Ma sono un palato curioso e a volte frequento anche i Ristoranti giapponesi, indiani e brasiliani.

Qualche aneddoto legato al Bar della tua nonna?
Il locale era un punto di riferimento per gli anziani del quartiere che vi passavano la giornata tra partite a scopa e momenti di musica. Spesso cantavano canzoni milanesi accompagnandosi con la chitarra e mi invitavano a ballare. Alle superiori, poi, andavo a scuola vicino al Bar e a pranzo ero sempre da mia nonna, che aveva la licenza anche come tavola calda. Dopo mangiato facevo il caffè per tutti e poi mi mettevo in un angolo a fare i compiti.

Come trascorrerai Natale?
Rigorosamente con la famiglia. E quest’anno per la prima volta il mio fidanzato (Mirko, con cui sta da 7 anni, ndr) ed io avremmo intenzione di unire le due famiglie, per passarlo tutti insieme.

Panettone o pandoro?
Pandoro, anche se sono milanese.

E come festeggerai la fine dell’anno?
Ancora non lo so: decido sempre all’ultimo minuto. Spero di lavorare, in caso contrario mi piacerebbe andare in un Paese dove sia estate per brindare in spiaggia con costume e pareo.

Il tuo sogno nel cassetto?
Affermarmi come artista a tutto tondo e alternarmi nelle mie passioni: la conduzione e la recitazione.

Che tipo di trasmissione ti piacerebbe presentare?
Sognando a occhi aperti, Zelig.

Sei soddisfatta della tua carriera?
Sono contenta di aver ottenuto tutto da sola, senza nessuna raccomandazione. Vengo da una famiglia modesta ed è grazie allo studio, alla preparazione e al talento naturale che sono riuscita a farmi posto in un mondo particolarmente difficile. Ma la strada da percorrere è ancora lunga.

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