E' durata 40 anni la carriera di Howard Schultz all'interno di Starbucks. Fondatore e presidente dell'azienda di Seattle diventata un emblema del caffè in tutto il mondo, per il manager settantenne è venuto il momento di lasciare anche il cda, dopo che formalmente dallo scorso marzo non era più nemmeno amministratore delegato della catena. Al suo posto il nuovo ceo, Laxman Narasimhan.
Dietro la decisione di Schultz - da parte del colosso americano si parla comunque di "transizione pianificata" - pesa sicuramente la carta d'identità, ma i ben informati sottolineano anche il ruolo avuto dalla questione relativa alle inchieste avviate contro l'azienda per presunte condotte anti-sindacali.
“Mentre rifletto sui miei 41 anni con l’azienda, ho scoperto che oltre cinque milioni di partner (dipendenti) in tutto il mondo che hanno lavorato nell’azienda hanno costruito una base di esperienza focalizzata sul cliente creativa e appassionata”, ha affermato Schultz.
Che ha aggiunto: “La mia gratitudine verso di loro, i milioni di stakeholder e i clienti che hanno aiutato Starbucks a resistere è immensa. Sono felice di aver vissuto questo viaggio aziendale dal basso in tutti questi anni. Non vedo l’ora di supportare questa prossima generazione di leader per guidare Starbucks come cliente e sostenitore nel mio ruolo di presidente emerito”.
Sotto la guida di Schultz, la piccola azienda del 1982 si è trasformata in un colosso conosciuto a livello globale, con più di 36.000 negozi in 86 mercati in tutto il mondo.
Starbucks ha inoltre annunciato l’elezione di Wei Zhang nel consiglio di amministrazione della società, a partire dal 1° ottobre. Zhang ha recentemente ricoperto il ruolo di consulente senior di Alibaba Group e in precedenza ha guidato Alibaba Pictures Group come presidente.