Se l’Ai disegna l’etichetta di Champagne

Quando si pensa a una AI, ossia a una intelligenza artificiale, si immagina un qualcosa che realizzi in modo autonomo idee e produzioni. Invece, l’accoppiata migliore è quella con l’essere umano, che...

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Quando si pensa a una AI, ossia a una intelligenza artificiale, si immagina un qualcosa che realizzi in modo autonomo idee e produzioni. Invece, l’accoppiata migliore è quella con l’essere umano, che dà indicazioni (comandi) precise come un vero prompter e portando alla luce davvero qualcosa di speciale.

La Cyber Cuvée firmata dallo street artist Teo KayKay ne è un esempio. In carta al ristorante Bon Wei di Milano, questo è il primo champagne al mondo disegnato da una macchina

Un progetto avveniristico, che ha richiesto un approccio senz’altro fuori dagli schemi. Parlare quindi di champagne “AI powered” non è più un’eresia soprattutto se è stato disegnato da un’intelligenza artificiale e sotto l’egida e la direzione creativa di un artista fuori dagli schemi come Teo KayKay, che ha ripensato alla grafica delle etichette, creato il nome Cyber Cuvée e studiato nei minimi dettagli la strategia di marketing per veicolare l’iniziativa.

L’idea di Teo KayKay? Molto semplice, quella di unire la tradizione dello champagne stesso all’innovazione e alle nuove tecnologie scegliendo perfino la carta delle etichette che ha una texture definita… ‘martellata’. La label frontale rappresenta una figura femminile che lentamente prende le sembianze di un robot e i grappoli d’uva pixellati rappresentano le uve di Meunier. Il procedimento con l’AI? Teo KayKay spiega di aver usato due diverse soluzioni (software, ndr) a seconda delle attività (strategiche e grafiche). Tuttavia, preferirebbe non dire esattamente quali.

La base di partenza è uno champagne di Francis Orban, uno champagne parcellare, con note di crosta di pane e miele, extra-brut, 100% Meunier, proveniente da vigne di oltre 60 anni, Millesimato 2015, della zona della Vallée de La Marne, in edizione limitata di 480 bottiglie distribuite in esclusiva da Pellegrini Spa.

“Non è un progetto one-shot ma un vero e proprio brand, con l’idea a ogni edizione di cambiare le caratteristiche tecniche e le zone di produzione dello Champagne, così come il design della bottiglia e del packaging”, ha spiegato Teo KayKay. In fondo, il brand si sposa magnificamente con il concept del ristorante milanese Bon Wei.

“Stiamo parlando di una tradizione filologica in cucina che diventa contemporaneità nel piatto. Come dico sempre, Bon Wei è un posto dove il tempo si ferma e dove appena posso mi piace andare a pranzo o a cena. Sono onorato che Bon Wei abbia supportato da subito il progetto Cyber Cuvée continuando così la nostra collaborazione”, ha aggiunto l’artista.

Abbinamenti vincenti? Come parlare di pairing con la Cyber Cuvée? Si parte dall’Anatra laccata alla Pechinese e il San Pietro con funghi shitake e cipollotti, perfetto comunque per l’intera cucina asiatica.

Non è la prima volta che Zhang Le del Bon Wei e Teo KayKay collaborano nella customizzazione dello champagne: per l’ultimo Capodanno Cinese l’artista aveva dipinto due esemplari di Champagne con il simbolo del coniglio, il suo ideogramma e il caratteristico diamante, tag con cui firma le opere.

“Il progetto della Cyber Cuvée mi ha subito appassionato perché è uno Champagne 100% Pinot Meunier, che io amo moltissimo, e che è meno diffuso, per cui mi piaceva poterlo avere in carta. Poi, perché stimo Teo KayKay e la sua arte, controcorrente, esplosiva e soprattutto capace di parlare il linguaggio di oggi, con radici nel passato dello Champagne, ma in veste moderna, come nei nostri piatti”, dice tutto d’un fiato Zhang Le.

L’ingresso della Cyber Cuvée nella carta di Bon Wei viene solennizzato anche da un reel rilasciato sui canali social ufficiali in cui le due parti presentano la bottiglia ai clienti fedeli e curiosi. Il prezzo di una bottiglia? 200 euro.

BREVE GLOSSARIO SULLA AI

Artificial General Intelligence, o AGI, rappresenta una forma di intelligenza artificiale avanzata che, ipoteticamente, aspira a replicare completamente le capacità di pensiero umano.

Sam Altman, nato a Chicago nel 1985, ha co-fondato OpenAI insieme a Elon Musk nel 2015. Il suo coinvolgimento in progetti come DALL-E e ChatGPT lo ha posizionato come uno dei maggiori protagonisti del comparto tech.

Chatbot, come ChatGPT di OpenAI, consentono interazioni testuali avanzate ma sono soggette a alla generazione di informazioni errate. Una sfida per realtà come Google, impegnate nel potenziamento dei propri mezzi.

Deep Learning, branca di apprendimento automatico caratterizzata da reti neurali multiple che consentono decisioni autonome basate sull'analisi dei dati.

Deepfake rappresentano media sintetici generati da intelligenze artificiali, offrendo nuovi scenari di manipolazione digitale.

Machine learning si occupa di creare sistemi che apprendono o migliorano le performance in base ai dati che utilizzano. Termini come machine learning e AI vengono spesso associati sul lato dell’apprendimento.

Prompt è il comando di testo che richiede all'IA generativa di eseguire un'attività specifica. Sono ordini che delineano nuovi contenuti nelle storie, nelle conversazioni, nei video, nelle immagini e nella musica.

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