Report fa i conti in tasca agli chef stellati: “Guadagnano con la tv, non con il ristorante”

“Un, due, tre… stella!”. È questo il titolo che Report ha dato al suo servizio dedicato ai ristoranti stellati d’Italia, facendo i conti in tasca agli chef più famosi del nostro Paese e indagando sul...

Condividi l'articolo

“Un, due, tre… stella!”. È questo il titolo che Report ha dato al suo servizio dedicato ai ristoranti stellati d’Italia, facendo i conti in tasca agli chef più famosi del nostro Paese e indagando sul business delle loro attività commerciali. Il risultato? Spesso (quasi sempre?) le insegne più blasonate sono in perdita, e per rimpolpare i conti serve lo show, ovvero la partecipazione ai programmi televisivi.

“Un, due, tre… stella!”. È questo il titolo che Report ha dato al suo servizio dedicato ai ristoranti stellati d’Italia, facendo i conti in tasca agli chef più famosi del nostro Paese e indagando sul business delle loro attività commerciali. Il risultato? Spesso (quasi sempre?) le insegne più blasonate sono in perdita, e per far tornare i conti serve lo show, ovvero la partecipazione ai programmi televisivi.

La disamina arriva da Massimo Ferruzzi, amministratore unico della Jfc, società di consulenza turistica e territoriale: “Gli stellati in Italia hanno registrato un fatturato di 327 milioni nel 2022, contro i 284 del 2019. Un incremento dovuto in particolar modo all'aumento generale dei prezzi. Il prezzo medio in una stella è di 130 euro rispetto ai 112 del pre-pandemia; in un due stelle è di 200 euro; nei tre stelle di 260 bevande escluse. Gli chef stellati hanno una media di 6.400 clienti all’anno, ovvero 22 al giorno. Lo chef di turno nel ristorante spesso va in perdita, ma genera notorietà e immagine che si riverbera in un elemento positivo che è appunto la possibilità di essere pagato anche per semplici comparsate televisive”.

Che per gli chef stellati il business vero sia la tv, lo racconta a Report anche Gian Gaetano Bellavia, esperto di riciclaggio, che però mette in luce il caso raro di Antonino Cannavacciuolo, imprenditore virtuoso: “Cannavacciuolo realizza ricavi per 14 milioni di euro l’anno, di cui 11-12 facendo il ristorante e il resto facendo la televisione. Guadagna 1,3 milioni ogni anno, al netto delle imposte”.

Valerio Visintin, critico gastronomico del Corriere della Sera, ribadisce poi come “Michelin non ci dice qual è il meccanismo di assegnazione delle stelle, ci dice che ci sono 90 ispettori per tutta Europa ma questo significherebbe ogni anno più di 400 visite a testa. La guida contiene 3mila segnalazioni e 300 stellati, si parla solo di quelli perché non è una guida, è un gran giurì, è come se fosse l’Oscar della cucina. Sono quasi tutti ristoranti economicamente insostenibili, consumano come una Ferrari ma vanno come una 500. Perché esistono? C’è un sacco di gente che crede che quella sia la strada giusta per svoltare, infatti non capita raramente che chef stellati gettino la spugna”.

Quanto a Carlo Cracco, “quando ha iniziato la televisione guadagnava molto bene. Negli anni passati un milione, un milione e mezzo. Nel 2021 è a 250mila euro di utile – racconta Gian Gaetano Bellavia – Cracco ha però il vizio di aprire ristoranti per cui si pagano affitti mostruosi. In Galleria a Milano parliamo di 1 milione e 200mila euro di affitto. È chiaro che perde. La società che gestisce il ristorante in Galleria ha debiti per 8 milioni di euro. In aggregato, le sue società hanno debiti per oltre 16 milioni di euro”.

LA FORZA DELLA TV E LE STELLE MICHELIN La disamina arriva da Massimo Ferruzzi, amministratore unico della Jfc, società di consulenza turistica e territoriale: “Gli stellati in Italia hanno registrato un fatturato di 327 milioni nel 2022, contro i 284 del 2019. Un incremento dovuto in particolar modo all'aumento generale dei prezzi. Il prezzo medio in una stella è di 130 euro rispetto ai 112 del pre-pandemia; in un due stelle è di 200 euro; nei tre stelle di 260 bevande escluse. Gli chef stellati hanno una media di 6.400 clienti all’anno, ovvero 22 al giorno. Lo chef di turno nel ristorante spesso va in perdita, ma genera notorietà e immagine che si riverbera in un elemento positivo che è appunto la possibilità di essere pagato anche per semplici comparsate televisive”.

Che per gli chef stellati il business vero sia la tv, lo racconta a Report anche Gian Gaetano Bellavia, esperto di riciclaggio, che però mette anche in luce il caso raro di Antonino Cannavacciuolo, imprenditore virtuoso: “Cannavacciuolo realizza ricavi per 14 milioni di euro l’anno, di cui 11-12 facendo il ristorante e il resto facendo la televisione. Guadagna 1,3 milioni ogni anno, al netto delle imposte”.

LA FORZA DELLA TV E LE STELLE MICHELIN

La disamina arriva da Massimo Ferruzzi, amministratore unico della Jfc, società di consulenza turistica e territoriale: “Gli stellati in Italia hanno registrato un fatturato di 327 milioni nel 2022, contro i 284 del 2019. Un incremento dovuto in particolar modo all'aumento generale dei prezzi. Il prezzo medio in una stella è di 130 euro rispetto ai 112 del pre-pandemia; in un due stelle è di 200 euro; nei tre stelle di 260 bevande escluse. Gli chef stellati hanno una media di 6.400 clienti all’anno, ovvero 22 al giorno. Lo chef di turno nel ristorante spesso va in perdita, ma genera notorietà e immagine che si riverbera in un elemento positivo che è appunto la possibilità di essere pagato anche per semplici comparsate televisive”.

Che per gli chef stellati il business vero sia la tv, lo racconta a Report anche Gian Gaetano Bellavia, esperto di riciclaggio, che però mette anche in luce il caso raro di Antonino Cannavacciuolo, imprenditore virtuoso: “Cannavacciuolo realizza ricavi per 14 milioni di euro l’anno, di cui 11-12 facendo il ristorante e il resto facendo la televisione. Guadagna 1,3 milioni ogni anno, al netto delle imposte”.

Quanto a Carlo Cracco, “quando ha iniziato la televisione guadagnava molto bene. Negli anni passati un milione, un milione e mezzo. Nel 2021 è a 250mila euro di utile – racconta Gian Gaetano Bellavia – Cracco ha però il vizio di aprire ristoranti per cui si pagano affitti mostruosi. In Galleria a Milano parliamo di 1 milione e 200mila euro di affitto. È chiaro che perde. La società che gestisce il ristorante in Galleria ha debiti per 8 milioni di euro. In aggregato, le sue società hanno debiti per oltre 16 milioni di euro”. 

Valerio Visintin, critico gastronomico del Corriere della Sera, ribadisce poi come “Michelin non ci dice qual è il meccanismo di assegnazione delle stelle, ci dice che ci sono 90 ispettori per tutta Europa ma questo significherebbe ogni anno più di 400 visite a testa. La guida contiene 3mila segnalazioni e 300 stellati, si parla solo di quelli perché non è una guida, è un gran giurì, è come se fosse l’Oscar della cucina. Sono quasi tutti ristoranti economicamente insostenibili, consumano come una Ferrari ma vanno come una 500. Perché esistono? C’è un sacco di gente che crede che quella sia la strada giusta per svoltare, infatti non capita raramente che chef stellati gettino la spugna”.

Quanto a Carlo Cracco, “quando ha iniziato la televisione guadagnava molto bene. Negli anni passati un milione, un milione e mezzo. Nel 2021 è a 250mila euro di utile – racconta Gian Gaetano Bellavia – Cracco ha però il vizio di aprire ristoranti per cui si pagano affitti mostruosi. In Galleria a Milano parliamo di 1 milione e 200mila euro di affitto. È chiaro che perde. La società che gestisce il ristorante in Galleria ha debiti per 8 milioni di euro. In aggregato, le sue società hanno debiti per oltre 16 milioni di euro”.

Valerio Visintin, critico gastronomico del Corriere della Sera, ribadisce poi come “Michelin non ci dice qual è il meccanismo di assegnazione delle stelle, ci dice che ci sono 90 ispettori per tutta Europa ma questo significherebbe ogni anno più di 400 visite a testa. La guida contiene 3mila segnalazioni e 300 stellati, si parla solo di quelli perché non è una guida, è un gran giurì, è come se fosse l’Oscar della cucina. Sono quasi tutti ristoranti economicamente insostenibili, consumano come una Ferrari ma vanno come una 500. Perché esistono? C’è un sacco di gente che crede che quella sia la strada giusta per svoltare, infatti non capita raramente che chef stellati gettino la spugna”.

Mandarin Oriental annuncia due ville private a Monopoli e Alberobello

02 febbraio 2023 | Redazione

Nuove ville private per la linea Mandarin Oriental Exclusive Homes, da Bali (Indonesia) alla Puglia (Monopoli e Alberobello), passando per Marbella e Ibiza in Spagna e per la Costa Azzurra in Francia....

Norbert Niederkofler, a fine anno si chiude il suo percorso da Horto

19 ottobre 2026 | Redazione

Il 31 dicembre 2026 si concluderà la collaborazione dello chef tristellato Norbert Niederkofler, che ha accompagnato Horto nei suoi primi quattro anni, contribuendo in modo significativo alla costruzione della sua identità e alla sua crescita.

Notizie correlate

San Benedetto e Locali Storici d’Italia di nuovo insieme per l'ospitalità italiana

19 ottobre 2026 | Redazione

La collaborazione tra l'azienda e l'associazione prosegue nel segno della cultura dell'accoglienza e della tutela delle eccellenze nel fuori casa

Nuovo investitore per Baladin Spa: chiuso un round di finanziamento da 16,4 milioni

15 ottobre 2026 | Redazione

In programma, tra le altre cose, l’ampliamento della rete retail con l’apertura di 6 location, tra cui due nuovi luoghi iconici nei prossimi mesi a Milano e a Roma

Inclusione e software gestionali: la case history del Bar BIP a Milano

14 ottobre 2026 | Redazione

@ iSi, tool sviluppato da 4D Sistemi Informatici in due versioni, per la gestione della cassa e per la gestione delle comande, è stato adottato da quattro mesi dal Bar Bip dove lo staff comprende 11 persone con disabilità

Come la tavola italiana cambia forma: più occasioni fuori casa, ma crescono i "piccoli pasti"

13 ottobre 2026 | Redazione

Secono l'indagine della Fondazione Birra Moretti, quando si pranza o si cena fuori dalle mura domestiche (soprattutto in pausa pranzo), oltre 6 italiani su 10 scelgono una sola portata, mentre solo il 17% ordina le classiche tre portate

Arriva Guéridon, vodcast di FIPE che racconta alla Gen Z il lavoro nella ristorazione

13 ottobre 2026 | Redazione

Dal 13 ottobre sull’App FIPE e sulle piattaforme streaming un viaggio in voce e video tra storie d'impresa e percorsi di formazione con i protagonisti del settore

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 - Ottobre 2026
10 2026

Primi. E poi?

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati