Non ce la fa il turismo, e nemmeno uno dei suoi segmenti di punta come la ristorazione a confermare e rinsaldare le previsioni di crescita del Pil in Europa e in Italia. Dalla Commissione europea, infatti, arriva l'ufficialità sulla revisione al ribasso dell'aumento del prodotto interno lordo per gli anni 2023 e 2024, quando anziché rispettivamente del +1,1% e del +1,6% si crescerà solamente del +0,8% e del +1,3%.
Restringendo il cerchio all'Italia, nonostante una soddisfacente stagione turistica e un progressivo recupero post Covid della ristorazione, che proprio sul secondo trimestre 2022 ha fatto segnare un indice di fatturato pari al +13,8%, la revisione delle stime sul Pil si traduce in un taglio dello 0,3% annuo: dall’1,2 allo 0,9% nel 2023, e dall’1,1 allo 0,8% nel 2024.
Riguardo all’inflazione, spiega Il Sole 24 Ore, grazie anche alla politica monetaria restrittiva della Banca centrale europea si parla di una percentuale pari al 5,6% quest’anno e al 2,9% l’anno prossimo. “Gli ultimi indicatori – ha spiegato l’esecutivo comunitario – segnalano un rallentamento dell’attività economica nell’estate e nei mesi a venire, con una continua debolezza nell’industria e un affievolimento dello slancio nel settore dei servizi, nonostante una brillante stagione turistica in molte regioni d’Europa”.
Nel frattempo, nel corso di una riunione i direttori del Tesoro dei Paesi membri dell’Ue informano sul benestare all’esborso della terza rata degli aiuti comunitari legati al Pnrr (oltre 18 miliardi di euro).