Nasce The Winebow Group, colosso per promuovere i vini italiani in Usa

Un colosso da 1.200 dipendenti e 600 milioni di dollari di fatturato. E’ nato in Usa The Winebow Group, frutto della fusione tra Winebow e The Vintner Group, due nomi di primo piano rispettivamente ne...

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Un colosso da 1.200 dipendenti e 600 milioni di dollari di fatturato. E’ nato in Usa The Winebow Group, frutto della fusione tra Winebow e The Vintner Group, due nomi di primo piano rispettivamente nell’importazione e nella distribuzione di vini italiani negli Usa. Il nuovo nato opererà in ben quindici Stati (New York, New Jersey, Massachusetts, Connecticut, Washington District of Columbia, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Virginia, West Virginia, North Carolina, South Carolina, Florida, Georgia, Delaware).

[caption id="attachment_29696" align="alignleft" width="212"]Leonardo LoCascio Leonardo LoCascio[/caption]

A guidare il Gruppo sarà Leonardo LoCascio, italo-americano fondatore di Winebow; il ruolo di amministratore delegato sarà invece affidato a David Townsend, che ha portato con successo The Vintner Group.

L’accordo apre nuove prospettive per vini italiani negli Usa, un mercato di riferimento obbligato per capacità e dimensione della spesa oltre che per qualità della domanda. Un mercato però non facile da presidiare dal momento che l’iter imposto per la commercializzazione del vino in terra statunitense si rivela lungo, costoso ed assai diverso da quello europeo. La creazione di The Winebow Group assicura quindi alle oltre 50 aziende italiane coinvolte (da Altesino ad Argiolas, da Castellare a Ceretto, da Di Majo Norante a Falesco, da Fazi Battaglia a Gianfranco Fino, da Galardi a De Castris, da Librandi a Maculan, da Mastroberardino a Montevetrano, da Princic a Roberto Voerzio, da San Polo a Tasca d’Almerita, da Tua Rita a Valdipiatta, da Valle Reale a Zenato) nuove opportunità di espansione negli Stati Uniti, che attualmente consumano più del 16% di vino del mondo (contro il 15% della Francia, il 13% dell’Italia, il 12% della Germania).

La nuova joint venture si focalizzerà sia sul comparto dei fine wine sia su quello che rappresenta il fenomeno di crescita più promettente a tutte le latitudini, quello delle craft beer.

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