Usa: e se l'industria del Bourbon crollasse?

“La quercia bianca? Nei prossimi anni la popolazione diminuirà di quasi l'80%”. Lo ha detto Calvin Norman, professore di silvicoltura della Penn State University intervistato da Bloomberg per il podca...

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“La quercia bianca? Nei prossimi anni la popolazione diminuirà di quasi l'80%”. Lo ha detto Calvin Norman, professore di silvicoltura della Penn State University intervistato da Bloomberg per il podcast “Odd Lots”. Il possibile calo della quercia bianca recherebbe un enorme danno all'industria del Bourbon, whiskey che prende il nome da una contea dello Stato Usa del Kentucky per cui sono cruciali le botti in rovere bianco americano.

Secondo il professore la quercia bianca deve crescere in siti appositi, e “fortunatamente ne abbiamo molti in questo momento”. Nel prossimo futuro, però, la situazione potrebbe cambiare e si potrebbe generare un grosso problema per i produttori di botti, che non possono di certo accontentarsi di una normale quercia: per il noto liquore americano serve la quercia bianca.

“È un albero di difficile gestione – ha spiegato Calvin Norman – Bisogna dedicarle molto tempo e denaro. Il ritorno arriva molto più avanti nel tempo. Se un’azienda decide di gestire le delle specie invasive, una pratica necessaria per permettere alla quercia bianca di rigenerarsi, il prezzo attuale è di circa 80 dollari all’acro: un costo che rientrerà dopo decenni”. Bisogna dunque intervenire prontamente, “la rotta si può certamente invertire”, ha concluso.

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