Tutta colpa di Alfredo. Anzi no, di Mario. Perché se Alfredo è il giovane di buona famiglia che fa scoprire a Violetta – la protagonista de La Traviata – il vero amore, spingendola all’estremo sacrificio, Mario Rubino è il presidente di Kimbo che ha avuto l’idea di far rappresentare la celebre opera di Giuseppe Verdi nel cortile dello stabilimento aziendale, a Melito di Napoli. Due serate da tutto esaurito, tenute il 19 e 20 settembre, che hanno visto oltre 1.200 persone assistere a “Una Traviata da cortile”, rilettura del capolavoro verdiano realizzata dallo scrittore Alessandro Baricco e già presentata in altre città italiane. Nello spettacolo la narrazione di Baricco si alterna alla musica dal vivo, grazie alla Duphol Big Band Orchestra and Chorus, con la direzione musicale personalissima e scenografica del maestro Enrico Melozzi. Un mix di caffè, cultura e vita perfettamente riuscito.
La lirica fuori dal teatro
Cominciamo dal progetto sviluppato da Baricco, di sicuro coraggioso: portare l’opera fuori dai teatri, rendendola un’esperienza immersiva e popolare. Un modo per approcciare un pubblico diverso da quello abituato a frequentare i templi della lirica. La messinscena viene rivoluzionata di conseguenza: nessun posto a sedere e nessuna barriera tra palco e platea. Il pubblico partecipa alla storia, affolla la scena e vive da vicino l’impossibile amore tra Violetta Valery, la bellissima cortigiana, e il giovane Alfredo Germont.
Narratore e regista in campo è lo stesso Alessandro Baricco, che introduce i quattro Quadri, momenti cruciali dell’opera, guidando i movimenti dei cantanti: il soprano Floriana Cicìo, il tenore Andrea Tanzillo, il baritono Sergio Vitale. L’effetto è straniante e coinvolgente. Merito anche di qualche efficace stratagemma, come l’improvvisa comparsa dei componenti del Coro Lirico del Teatro Verdi di Salerno, tutti confusi e mimetizzati tra il pubblico, che rispondono all’appello di Alfredo “Qui testimon vi chiamo” in uno dei momenti più drammatici dell’opera, tratto dal II Atto.
Dallo spettacolo alla festa
Per rendere ancora più reale la narrazione, mentre i primi tre Quadri vengono rappresentati alla luce del giorno, per il quarto conclusivo – la morte di Violetta – si attende la notte. Nell’intervallo, sono stati aperti dei punti di ristoro gratuiti, organizzati da Kimbo in collaborazione con aziende come Condorelli (che sta lavorando alla produzione di una nuova bevanda che unirà il latte di mandorla Condorelli con una delle più pregiate miscele Kimbo), Ferrarelle, Pastificio Di Martino, San Giorgio Bakery. Si è così ricreata l’atmosfera conviviale e festosa che è una sorta di rumore di fondo della tragica vicenda raccontata nella Traviata. E poi, una volta che il destino degli infelici amanti è compiuto, la musica è ripartita, ma con un ritmo da discoteca e il pubblico in pista a ballare.
A metà strada tra concerto, spettacolo teatrale e festa di piazza, “La Traviata da cortile” dà respiro contemporaneo a un monumento della cultura musicale italiana, finendo con il diventare una sorta di metafora dell’esistenza umana, in cui vita, morte, amore, dolore si sfiorano e si intrecciano. Ricordandoci che le opere dei grandi artisti ci toccano il cuore perché parlano di noi.
Un esempio da imitare
E poi c’è Kimbo: investire su un progetto così particolare, aprire il proprio stabilimento a un pubblico numeroso, con tutte le difficoltà e l’impegno organizzativo che questo comporta, non è cosa da poco. Certo avrà contato l’intesa personale che si è capito esserci tra Mario Rubino e Alessandro Baricco, ma resta l’importanza di una scelta che porta valore al marchio, alla comunità aziendale allargata – tanti gli ospiti invitati da Kimbo – e al territorio.
Un esempio impossibile da seguire? Non è detto, perché al di là dei numeri e degli investimenti, che vanno inevitabilmente rapportati alle dimensioni di ciascuna realtà imprenditoriale, vale l’idea di fondo: rendere il proprio luogo di lavoro (uno stabilimento industriale, ma anche un bar o un ristorante) un teatro di emozioni vere e vitali. Kimbo, per due sere di un bel settembre napoletano, ci è riuscita. Tutto merito di Mario.