Nel mondo specialty si parla continuamente di origine, terroir e filiera, ma alcune geografie e alcune varietà continuano a occupare una posizione marginale nel racconto dominante del caffè premium. Barista Magazine dedica un approfondimento a New Math Coffee, il progetto fondato da Mikey Rinaldo che punta a valorizzare il patrimonio asiatico nella cultura contemporanea del caffè. Al centro del discorso non c’è soltanto l’identità culturale, ma anche il recupero della Robusta, storicamente percepita nello specialty occidentale come categoria inferiore rispetto all’Arabica. Eppure gran parte della cultura del caffè asiatica si è sviluppata proprio attorno a profili aromatici, tostature e modalità di consumo molto diversi da quelli celebrati negli ultimi anni dallo specialty internazionale. Il tema è più profondo di quanto sembri perché mette in discussione alcune gerarchie culturali consolidate del coffee world contemporaneo. Per anni lo specialty ha costruito la propria autorevolezza attorno a un’estetica molto precisa: Arabica, acidità brillante, filtro, terroir e determinate origini geografiche. Oggi però una parte del settore inizia a chiedersi se questo linguaggio non sia diventato a sua volta troppo chiuso e autoreferenziale. Naturalmente il rischio è trasformare la rivalutazione della Robusta in semplice esercizio narrativo o marketing identitario. Però il punto resta concreto: milioni di consumatori nel mondo hanno costruito la propria cultura del caffè fuori dai codici tradizionali dello specialty occidentale. E ignorarlo significa probabilmente raccontare solo una parte della storia globale del caffè contemporaneo.