Le quattro facce del sake Dassai nel pairing del ristorante Torre

Sakè come pairing, ci avete mai pensato? Come con tutti i prodotti, dall’olio al caffè, anche chi impara a conoscere questo fermentato alcolico di riso giapponese inizia ad apprezzarne la complessità...

Condividi l'articolo

Sakè come pairing, ci avete mai pensato? Come con tutti i prodotti, dall’olio al caffè, anche chi impara a conoscere questo fermentato alcolico di riso giapponese inizia ad apprezzarne la complessità e a sfatare una serie di miti, ben radicati ma non per questo più veri. L’abbiamo scoperto in una cena al ristorante Torre della Fondazione Prada, progettata dallo studio OMA di Rem Koolhaas nel 2018 e aperta su uno dei più ampi skyline milanesi, che spazia da City Life alla torre Velasca a Porta Nuova, un po’ appannato dai lavori per le Olimpiadi del 2026, che ha scelto quattro saké Dassai per accompagnare la cena estiva.

MENO AMIDO, PIU' ELEGANZA 

Una delle prime cose che distingue la produzione di sake è la percentuale di levigatura (che si esprime nella percentuale di chicco di riso che viene poi mandato in fermentazione). Minore è, maggiore sarà la qualità percepita, la raffinatezza e quindi il prezzo. I profili sono più eleganti e riducono il gusto umami, che al palato occidentale non è sempre gradito, e il dolce, che deriva dall’amido, quindi più alta è la percentuale utilizzata e più dolce (e meno elegante) sarà il sake. Non a caso le categorie più pregiate, Daiginjo e Ginjo, richiedono una levigatura minima, del 50% e del 60% rispettivamente, che esalta gli aromi fruttati e floreali. L’alcol rimane sempre intorno ai 15 gradi perché non viene mai aggiunto in fase di lavorazione, a differenza di ciò che avviene in altre categorie, 

Mito da sfatare: il sake si beve freddo o, d’inverno, a temperatura ambiente. Mai caldo. Il sake, se non c’è aggiunta d’alcol in lavorazione va bevuto entro l’anno, si conserva a una temperatura di 4°C e non ama la luce (per questo le bottiglie sono sempre di vetro scuro). Un'altra notizia curiosa è che il sake, in Giappone, non si chiama proprio sake, che in giapponese significa semplicemente bevanda alcolica, ma Nihonshu (日本酒).

Nel 2024 il sake è entrato a far parte del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

IL PAIRING DA TORRE 

Abbiamo trovato come la cucina dello Chef Lorenzo Lunghi, dai sapori dritti e puliti, con cotture che esaltano l’essenza delle materie prime, si sposi bene con il gusto limpido dei sake di pregio. 

Il percorso proposto prevede quattro portate in dialogo con una selezione di sake Dassai. Così l’antipasto di tonnetto con pere e verbena ha incontrato le note del Dassai 39, un Junmai-Daiginjo (come tutti i sake presentati) contraddistinto da note floreali, prodotto da riso Yamada-Nishiki, lucidato al 39% della dimensione del chicco originale, senza aggiunta di alcol, che deriva solo da fermentazione. I ravioli con burro, levistico e gamberi rossi sono stati esaltati dalla limpidezza del Dassai 45. Lucidato al 45% della dimensione del chicco originale, ha note più fruttate, di melone e arancio.

La cernia con zafferano, zucchine e lardo ha trovato un compagno nel Dassai Future With Farmers, un progetto interessante perché volto a recuperare quella parte del prestigioso riso Yamada-Nishiki (un 5-10% della produzione) che non riesce a raggiungere per vari motivi gli alti standard di qualità richiesti per essere venduto come premium, detta Togai. Per venire incontro ai contadini e recuperare questa produzione meno prestigiosa Dassai ha raccolto la sfida di utilizzare il riso Togai con una levigatura estrema dell’8%, creando un sake particolarissimo. Infine con il dessert di pesche arrosto, gelato alla mandorla e caramello sono arrivate le bollicine morbide e vellutate del Dassai 45 Nigori Sparkling. Fermentato naturalmente in bottiglia, anch’esso un Junmai Daiginjo lucidato al 45%, ha note fruttate e un finale rinfrescante.

AL BAR

Al bancone prima di cena abbiamo provato un elegante e delicato Dassai 23 dagli aromi di gelsomino, mela, frutta bianca e miele

«Noi qui stimo presentando i sake per avere il prodotto in carta, usiamo anche sake e fermentati di riso e distillati giapponesi e asiatici nella miscelazione – spiega Marco Ortu, bartender e responsabile del bar -. Non abbiamo un drink con il sake, ne abbiamo uno che proponiamo per il pairing insieme ai vini, al posto del calice di bollicina. È un sake sour con gocce di liquore allo yuzu e yuzu mentre in carta abbiamo un drink a base di sochu di castagne, un fermentato asiatico, liquore shiso (frutto del basilico rosso giapponese), succo di limone, bitter umami di parmigiano, zenzero ravanello cotto quattro ore sottovuoto».

I quattro sake sono in degustazione al bar o al ristorante accanto, in pairing con la cena.

  • Dassai 39
    Dassai 39
  • Dassai 45
    Dassai 45
  • Dassai 45 Nigori Sparkling
    Dassai 45 Nigori Sparkling
  • Dassai Future With Farmers
    Dassai Future With Farmers
Immagine /

Mulino della Frega, Mattia Pastori apre a Lardirago (PV) la nuova sede di Nonsolococktails

30 giugno 2025 | Redazione

Siamo a Lardirago, a pochi chilometri da Milano, nel bel mezzo della campagna pavese. E' qui che Mattia Pastori, nelle zone dove è nato e non lontano da dove ha mosso i primi passi nel Pozzo American...

Notizie correlate

Heinz lancia "Frittini d'Italia Tour", un viaggio in 10 regioni italiane tra creator e street food

29 luglio 2026 | Redazione

Da metà luglio sono online i primi contenuti del progetto che porta Heinz, insieme ad Alessio Pellizzoni, Sandrino e Tuorlo Magazine, alla scoperta di dieci tappe regionali dedicate ai fritti italiani e ai loro possibili pairing con le salse del brand

Hordeum porta La Magica Bionda nei punti vendita di All’Antico Vinaio

24 luglio 2026 | Redazione

La scelta di inserire La Magica Bionda nell'assortimento del brand fiorentino o nasce da una naturale affinità di valori. alluminio. Pensata per accompagnare con stile contemporaneo e maggiore pratici

Martini e Crazy Pizza portano l'aperitivo italiano in giro per l'Europa

23 luglio 2026 | Redazione

Gli ospiti delle location di Porto Cervo, St Tropez, Ibiza, Monte Carlo, Forte dei Marmi, Londra, Milano, Roma, St Moritz, Torino, Napoli, Savelletri e Catania saranno invitati a scoprire un esclusivo menù di cocktail

Pasta Innovation, è boom della nuove paste: integrale, di farro, kamut e legumi

22 luglio 2026 | Redazione

Unione Italiana Food accende i riflettori sulle “nuove paste” apprezzate dagli italiani, come dimostra l’aumento delle vendite

Italpepe entra nel registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale

21 luglio 2026 | Redazione

L'azienda ha ottenuto il riconoscimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy confermando il valore di un percorso che da oltre cinquant'anni coniuga tradizione, qualità e innovazione.

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 388 - Luglio/Agosto 2026
07 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati