Bar, bistrot e laboratorio. A Milano apre Bum, il progetto 'inclusivo' del Gruppo L’Impronta

Uno spazio polifunzionale che unisce produzione alimentare e inclusione sociale. È questo l’obiettivo di BUM - Buoni Un Mondo, il progetto ideato e gestito dal Gruppo L’Impronta, in collaborazione con...

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Uno spazio polifunzionale che unisce produzione alimentare e inclusione sociale. È questo l’obiettivo di BUM - Buoni Un Mondo, il progetto ideato e gestito dal Gruppo L’Impronta, in collaborazione con Fondazione Convivio, situato nel quartiere 5Square in via Antegnati 9. «L’idea è maturata dall’esigenza di ampliare il nostro laboratorio di panificazione in via Santa Teresa, ormai insufficiente per rispondere alla domanda crescente - spiega a Mixerplanet Andrea Miotti, responsabile del Gruppo L’Impronta -. Dopo il Covid, si è presentata l’opportunità di inserirsi in un quartiere oggetto di riqualificazione urbana, con un mix abitativo tra edilizia popolare e residenze ordinarie».

Con un laboratorio di panificazione, pasticceria e pasta fresca, a cu si aggiungono un bar, un bistrot e un emporio, BUM si articola in tre sezioni, offrendo opportunità di inserimento lavorativo a 28 persone, di cui 20 con disabilità. «BUM unisce tre anime fondamentali: la produzione di pane, pizza, focacce, dolci e pasta fresca, che alimenta il nostro bistrot e le attività di catering; un bar bistrot che offre pranzi, aperitivi e la vendita diretta dei nostri prodotti artigianali; e un laboratorio di formazione con il progetto Campus, dedicato all’inserimento lavorativo di persone con disabilità, con percorsi di formazione, team building aziendali e cooking class aperte alla comunità», continua Miotti.

In questo contesto, vengono attuate strategie mirate come la differenziazione delle mansioni, che consente di valorizzare le diverse capacità delle persone con disabilità. L’obiettivo principale è creare compiti lavorativi semplici, per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro di persone fragili o con disabilità gravi, affrontando così una sfida sociale importante con un approccio concreto e inclusivo.  

ATTENZIONE AL TERRITORIO E LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE

Tra le fonti d’ispirazione di Bum, spicca il modello di panificazione di Davide Longoni, simbolo di qualità artigianale. Inoltre, il progetto si inserisce in un contesto di attenzione al territorio e alle esperienze maturate nel tempo, come la gestione di un piccolo panificio che ha evidenziato i limiti degli spazi ridotti e la necessità di sviluppare una filiera alimentare integrata.

«La nostra filiera comprende anche la produzione agricola della Cascina Agrivis, dove coltiviamo ortaggi e piccoli frutti, trasformati poi in succhi, marmellate, passate e sughi - prosegue il ceo -. Questi prodotti vengono venduti direttamente da BUM, con l’obiettivo di produrre il più possibile internamente e valorizzare, quando necessario, i prodotti delle cascine locali».

Un altro aspetto chiave riguarda la rigenerazione degli alimenti e la lotta allo spreco. «Nel laboratorio di trasformazione di Cascina Agrivis recuperiamo la frutta destinata allo scarto, sottoponendola a un processo di pastorizzazione che ne estende la durata fino a due anni - aggiunge Miotti -. Questo sistema di economia circolare non solo riduce gli sprechi, ma crea anche opportunità di lavoro per persone fragili». Lo stesso principio si applica alla panificazione e pasticceria, dove gli avanzi vengono recuperati e trasformati, chiudendo così il ciclo in modo sostenibile e inclusivo.

STRATEGIE DI ESPANSIONE

Il futuro di Bum si sviluppa su due direttrici complementari: da un lato il rafforzamento della filiera alimentare, dall’altro l’ampliamento delle attività di somministrazione all’interno di contesti aziendali. «In collaborazione con Fondazione Convivio, stiamo sviluppando l’Officina Bevande Naturali, un laboratorio dedicato alla trasformazione di piante officinali. Questo progetto offrirà lavoro a 6 persone con disabilità e formazione ad altre 12. L’obiettivo è coltivare piante officinali e trasformarle in tisane, bevande naturali e oli essenziali. In questo modo potremo ampliare la nostra gamma di prodotti e creare nuove opportunità di inserimento lavorativo per persone con disabilità», afferma il ceo.

Parallelamente, Bum punta a diventare un partner per le aziende, offrendo servizi di bar e piccola ristorazione direttamente nei luoghi di lavoro. «Un primo passo in questa direzione è la collaborazione avviata con Universal Music, dove da luglio gestiamo il servizio di BUM Universal all’interno della casa discografica», conclude Miotti.

Queste strategie sono pensate per consolidare il progetto e ampliare l’impatto sociale, mantenendo un approccio concreto e sostenibile.

Valentina Lagati Sirino

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