La transazione è sempre più smart

Non è poi mica vero che gli italiani siano tanto refrattari alla moneta elettronica.Certo, c’è chi è ancora diffidente e un po’ restio a maneggiare carte di pagamento e Pos in sostituzione del buon ca...

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Non è poi mica vero che gli italiani siano tanto refrattari alla moneta elettronica.
Certo, c’è chi è ancora diffidente e un po’ restio a maneggiare carte di pagamento e Pos in sostituzione del buon caro, vecchio contante.
Però ci sono anche quelli, e non sono pochi,  che non disdegnano i nuovi sistemi. Secondo Ispo, per esempio, a possedere ed usare con frequenza le carte di pagamento è il 57% del campione. E tale frequenza, maggiore nel Nord Est, cresce con l’aumentare dell’età: sopra i 55 anni, infatti, la quota degli utilizzatori è del 76% circa.

IL LETTORE JUSP
Ma il dato più interessante è che il 62% degli intervistati - se solo gliene fosse data l’opportunità - userebbe la moneta elettronica anche per spese di piccola entità, come l’acquisto del caffè.
E addirittura il 75% accorda la sua preferenza agli esercizi in cui sia possibile effettuare il pagamento elettronico, giudicato semplice, pratico e veloce.
Insomma il mood è fertile per le innovazioni e qualcuno ha deciso di accettare la sfida, proponendo pagamenti elettronici in modalità smart, direttamente da smatphone e tablet. Antesignano è stato l’anglosassone Square, ma poi l’evoluzione ha preso strade diverse.
Come l’italianissimo Jusp (ideato da Jacopo Vanetti e Giuseppe Saponaro), che ha debuttato in questi giorni «distribuendo il lettore in beta test agli esercenti che stipuleranno il contratto» - precisa Paolo Pastore, portavoce dell’azienda. Il sistema, compatibile sia su iOs che su Android è semplice: basta  connettere l’apposito lettore di carte Jusp attraverso la porta audio utilizzata per gli auricolari, scaricare gratuitamente l’applicazione e procedere al pagamento, tramite il sistema chip & pin, più sicuro dello swipe (strisciata e firma) e l’unico in grado di fornire massime garanzie all’esercente in caso di frode.
Per il cliente finale non cambia nulla rispetto al Pos tradizionale.
Mentre per gli esercenti le novità ci saranno e saranno anche interessanti: a partire dalla facilità e dalla “democraticità”di utilizzo, visto che anche senza dotarsi di Pos tradizionale, potranno accettare la moneta elettronica.
I costi, inoltre, sono molto ridotti: si pagherà solo quando si utilizzerà il circuito e per ogni transazione la commissione  (ancora da definire) sarà esigua in linea con i valori di mercato. Legittimo chiedersi su quali circuiti sarà attivato. «Praticamente su tutti i principali - spiega Pastore - Bancomat innanzitutto (proprio grazie alla possibilità di poter digitare il pin) e poi Visa, Masterard, Diners, American Express e prepagate».

IL MERCATO OGGI
Quanto agli attori oggi attivi nel ramo, la scena si sta rapidamente affollando.
Oltre a Jusp, infatti, gli attori sono due: Payleven, che ha iniziato con lo swipe, ma ora sta aprendo pure al chip & pin (dotandosi di tastiera numerica) e SumUp.
Quindi la concorrenza si sta attivando e tutto fa pensare che la partita si giocherà essenzialmente in due direzioni: costo delle commissioni sul transato (oggi si oscilla tra il 2,75 di SumUp e il 2.95 di Payleven, mentre Jusp rimane un’incognita) e ampiezza del circuito bancario. Mentre tra “strisciata o chip&pin” non sembra ci siano dubbi «poiché - spiega Pastore- sono proprie le norme europee ad imporre l’utilizzo del chip. Con lo swipe, infatti, decade ogni tipo di garanzia: e questo spiega perché eventuali frodi siano a carico dell’esercente».

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