Chip & pin? Dietro l’angolo

«Contento. Posso dire di essere proprio contento del servizio payleven» Ivan Iachin della Ostaria al Ponte di Venezia (in via Cannaregio) è un fautore della moneta elettronica e dei nuovi sistemi di p...

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«Contento. Posso dire di essere proprio contento del servizio payleven» Ivan Iachin della Ostaria al Ponte di Venezia (in via Cannaregio) è un fautore della moneta elettronica e dei nuovi sistemi di pagamento.

La sua “gavetta” lui l’ha fatta sul device swipe & sign: ha aderito alla fase di test del device e ora aspetta di fare il passaggio al sistema del Chip&PIN che debutterà presto. Anche se la data non è stata ancora resa pubblica.

Ma è stato difficile adottare il sistema?

«Direi di no. Anzi. – rassicura Iachin- Sotto l’aspetto economico il vantaggio è tangibile visto che ci siamo svincolati dal Pos bancario e dalle relative tariffe. In questo modo paghiamo meno e solo quando accediamo al circuito. »

Quanto ad eventuali difficoltà incontrate Ivan dice:«Nessuna veramente insormontabile. Un disagio potrebbe essere il fatto che con device più piccoli come l’ipod nano, strisciare la carta non è agevolissimo. Comunque è un problema circoscritto e che ben presto non esisterà più nel momento in cui passeremo al chip & pin. Anche l’utilizzo dell’app, seppur meno immediato».

E anche la clientela pare non sia per nulla diffidente (come accade invece per il sistema NFC).

«Sorpresa sì, però.- puntualizza Iachin- Visto che nel nostro paese la transazioni di questo tipo sono rarissime. Paradossale. Specie se si pensa che le transazioni virtuali di denaro sono all’ordine del giorno all’estero, anche in paesi meno avanti dal punto di vista tecnologico».

IL FUTURO È (QUASI) ADESSO

Come si diceva, tra poco il device subirà un’evoluzione: cosa succederà?

«Passare dalla strisciata alla lettura del chip, sarà un processo graduale- ci ha spiegato Alberto Adorini, amministratore delegato di payleven Italia che richiederà agli esercenti l’acquisto del nuovo dispositivo con tastiera numerica a prezzo molto basso. In termini economici con il nuovo sistema le commissioni, attualmente pari a 2,95% sul transato (più 9 centesimi a transazione) saranno riviste al ribasso.

Insomma, nessuna grande incognita in questo switch. Intanto perché tutti gli esercenti, già operativi su swipe, sono stati avvertiti del cambiamento. E poi perché l’azienda li seguirà passo dopo passo nel passaggio.

Quanto al cliente finale avrà solo vantaggi ulteriori come la possibilità di poter utilizzare anche il circuito Visa, o quella di collegare con facilità il device allo smartphone o tablet via bluetooth».

SMARTPHONE: TANTE POTENZIALITÀ

Su payleven Adorini ci crede veramente, tanto da nutrire per l’azienda piani di crescita estremamente ambiziosi: «il nostro obiettivo – spiega infatti- è portare i pagamenti da cellulare in 300mila esercizi entro 5 anni con un costo fino al 50% più conveniente rispetto ai sistemi tradizionali. Il bacino di potenziali nostri utenti è costituito dall’oltre 60% dei piccoli e medi business italiani (parliamo di 2 milioni di esercenti) che ancora non possiedono il POS».

Progetti in grande, certo, ma fondati su basi solide come la crescente penetrazione di smartphone in Italia e il ricorso sempre più frequente a transazioni con le carte, in crescita di oltre il 2% annuo dal 2010 al 2015. «E non dimentichiamoci – ci tiene a precisare Adorini- l’impegno anche politico a disincentivare l’utilizzo del contante, sia per il suo costo elevato, sia per la sua scarsa tracciabilità».

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