In Italia il numero delle operazioni effettuate con strumenti alternativi al contante è cresciuto di circa l'80% tra il 2022 e il secondo trimestre del 2026, passando da 2,5 a 4,5 miliardi di transazioni trimestrali. Lo riferisce Comunicaffè, riprendendo i dati della Banca d'Italia aggiornati al 30 giugno 2026 e diffusi da Teleborsa. A trainare il cambiamento è soprattutto l'utilizzo delle carte negli acquisti quotidiani. Nei punti vendita dominano le carte di debito, che nel secondo trimestre del 2026 rappresentavano il 71,9% delle operazioni con carta. Seguono le prepagate, con il 17,1%, e le carte di credito, con l'11%. Ma a cambiare è soprattutto la modalità di pagamento: nel primo semestre dell'anno il 93% delle transazioni al POS è avvenuto in modalità contactless, mentre smartphone e altri dispositivi mobili hanno raggiunto il 30% delle operazioni nei negozi. La digitalizzazione interessa anche i bonifici, con la diffusione delle operazioni istantanee, e i servizi di open banking, che permettono di utilizzare informazioni bancarie e disporre pagamenti attraverso operatori autorizzati. Il contante, tuttavia, non è scomparso. Dopo il calo registrato durante la pandemia, i prelievi si sono stabilizzati su livelli inferiori a quelli precedenti al 2020. Gli sportelli ATM continuano a rappresentare il principale canale di prelievo, con una quota superiore all'88%. Per bar e pubblici esercizi, il cambiamento riguarda soprattutto l'organizzazione del servizio. Quando la quasi totalità delle operazioni al POS avviene senza inserire fisicamente la carta, velocità della transazione, affidabilità dei terminali e semplicità delle procedure diventano elementi concreti dell'esperienza al banco. Rimane aperta la questione dei costi di accettazione, particolarmente rilevante per gli esercizi con scontrini di importo contenuto, che i dati riportati non consentono però di quantificare.