Essere sostenibili costa. E per un microbirrificio gli investimenti necessari non pesano come per una grande azienda. È da questa constatazione che parte la posizione portata da Unionbirrai agli Stati Generali della Birra di Bolle di Malto e raccontata da Beverfood: efficienza, credito su misura e cooperazione sono le tre leve necessarie perché la transizione non finisca per premiare soltanto le imprese che hanno già dimensioni e capitali sufficienti per affrontarla. Il comparto, spiega il presidente Vittorio Ferraris, mostra segnali di consolidamento, ma procede a velocità diverse. Alcuni birrifici sono pronti a investire, mentre le realtà più piccole hanno bisogno di strumenti finanziari e normativi adeguati alla loro scala. Da qui la richiesta di maggiore accesso al credito e alla finanza agevolata per intervenire su consumi energetici, recupero dei sottoprodotti, sprechi, impianti e distribuzione. La proposta forse più interessante riguarda però la cooperazione tra birrifici: investimenti condivisi, utilizzo più efficiente degli impianti e maggiore flessibilità nella gestione dei depositi fiscali potrebbero permettere a più produttori di raggiungere insieme quella massa critica che singolarmente non avrebbero. Unionbirrai apre inoltre alle birre analcoliche, a condizione che il loro sviluppo tenga insieme sicurezza microbiologica, qualità e identità artigianale.