La cucina del senza

Sembra che oggi vada di moda prediligere alimenti privi di qualcosa: lattosio, zuccheri aggiunti, coloranti, conservanti, glutine… ma la realtà dei fatti è ben diversa e non sempre si tratta di moda....

Condividi l'articolo

Sembra che oggi vada di moda prediligere alimenti privi di qualcosa: lattosio, zuccheri aggiunti, coloranti, conservanti, glutine… ma la realtà dei fatti è ben diversa e non sempre si tratta di moda. Purtroppo, l’industria alimentare per adeguarsi alle richieste sempre maggiori della clientela, per offrire prodotti sempre più appetibili, duraturi, con una maggiore resa e consistenza, ha introdotto in modo massivo l’utilizzo di sostanze, dette additivi, che se da un lato aiutano a formulare prodotti meno costosi, più buoni ecc., dall’altro possono causare problemi di salute come ad esempio intolleranze alimentari, sempre più diffuse nella popolazione mondiale.

Prendiamo in considerazione il glutine, ad esempio. Non è che oggi siano tutti celiaci (intolleranti al glutine con conseguente danno alla mucosa intestinale fino all’atrofia dei villi) ma molto sensibili a questa sostanza sì (sensibilità al glutine non celiaca), con conseguente comparsa di sintomi (come meteorismo, sensazione di gonfiore addominale immotivato, diarrea o stipsi, difficoltà digestive, cefalea, astenia, artralgie, mialgie ecc.) che possono influenzare negativamente la vita quotidiana. Il motivo di questo dato allarmante a cui dobbiamo far fronte, soprattutto se ci occupiamo di nutrizione, ristorazione, è dovuto al fatto che il glutine (sostanza proteica che origina dall’unione di due proteine, prolammine - come la gliadina nel grano - e le gluteline, - glutenina nel grano -) presente in cereali quali frumento, farro, segale, orzo, avena spesso contaminata, spelta, kamut, triticale, viene utilizzato come additivo per preparati vegani e vegetariani (es: hamburger vegetali) per il suo alto valore proteico, come addensante per la preparazione di pastiglie, salse, caramelle, oltre che essere presente nella pasta e in tutti i prodotti da forno, in quanto riduce il tempo di lievitazione e conferisce agli impasti viscosità, elasticità e coesione. Pertanto la quantità di glutine, anche nascosto, che ingeriamo giornalmente è davvero eccessiva e per digerirlo il nostro organismo deve “spendere” più energia con conseguente “affaticamento” del nostro sistema.

PERICOLO DISINFORMAZIONE
Chi è affetto da questi disturbi spesso non sa come alimentarsi perché è confuso, disinformato o male informato, e spesso si af?da a diete improvvisate che comportano l’introduzione di cibi sbagliati perché si credono erroneamente privi di glutine (nella mia pratica lavorativa mi sento spesso dire: io assumo pasta integrale o di kamut perché sono senza glutine. Sbagliato!) oppure si limita l’alimentazione a prodotti privi di glutine ma ad alto indice glicemico con conseguente sovrappeso. Se si è ben informati, invece, oggi è facile alimentarsi senza glutine; in commercio potremo infatti trovare moltissimi alimenti che ne sono privi, e ciò non significa che dovremo fare a meno della pasta, del pane o dei dolci che tanto ci piacciono, ma solo avere più conoscenze per saper scegliere. In natura, infatti, esistono dei cereali e pseudo cereali che non contengono glutine come l’amaranto a basso indice glicemico, il sorgo, il teff, la quinoa ricca di aminoacidi essenziali e a basso indice glicemico, il mais, il riso, il grano saraceno anch’esso a basso indice glicemico, ricco di sali minerali e sostanze antiossidanti, ma anche i legumi, e i tuberi come la patata, la manioca, il topinambur, ne sono privi. Anche la frutta secca, la carne fresca, il pesce, la frutta, la verdura, il latte e i latticini in genere, le uova… quello a cui invece dovremo sempre fare attenzione sono le etichette degli alimenti insospettabili come i salumi, che possono contenere glutine come additivo, le conserve di carne, molti piatti pronti e preparati per dolci, creme, budini, dessert, yogurt, creme di formaggio ecc. Altra sostanza demonizzata negli ultimi anni è il lattosio, lo zucchero (disaccaride, formato da galattosio e glucosio) che rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte e in minor quantità nei suoi derivati (es: 1 l di latte vaccino contiene circa 50 g di lattosio, tale quantità diminuisce nello yogurt, nei formaggi freschi, fino ad azzerarsi in quelli molto stagionati a pasta dura). Per poter essere assimilato e digerito, questo zucchero deve essere prima convertito in glucosio e galattosio, questo processo avviene grazie a un enzima chiamato lattasi, prodotto dalle cellule intestinali, e che in alcuni individui non viene rilasciato in quantità adeguate, con conseguente intolleranza a questo zucchero. Con l’accrescimento questo enzima viene fisiologicamente prodotto sempre meno perché il latte non è un alimento necessario in età adulta. Per chi fosse affetto da una intolleranza reale (per accertarla si deve eseguire il Breath test al lattosio) o per chi fosse adulto, l’eliminazione o la limitazione del latte e derivati può essere utile per migliorare le condizioni di salute. Molto spesso l’intolleranza congenita o “fisiologica” comporta infatti disturbi gastroenterici importanti, dolori articolari, stanchezza, cefalea, acne/dermatiti ecc. che possono limitare la qualità della vita. Anche per il lattosio il problema sta nel fatto che l’industria alimentare lo usa come additivo, aggiungendolo durante la preparazione di molti alimenti come salumi, salse, budini, pane, pasticcini, prodotti da forno, minestre, vellutate, caramelle, pastiglie, gelati ecc. per tale motivo le persone affette da reale intolleranza dovrebbero prestare più attenzione alle etichette. Oggi, in commercio, esistono sempre più prodotti privi di lattosio o meglio delattosati.

I DELATTOSATI
La delattosazione consiste nell’aggiunta di lattasi artificiale durante la produzione del latte con conseguente scissione del lattosio nei due mono-saccaridi che lo compongono. Questo rende il prodotto più digeribile anche se il gusto dei prodotti delattosati è più dolce nonostante contengano la stessa quantità di glucidi totali. In conclusione, se un individuo lamenta i sintomi sopracitati, se dopo aver eseguito indagini diagnostiche è risultato celiaco, o sensibile al glutine, o intollerante al lattosio o allergico alle proteine del latte, deve necessariamente eliminare dalla sua dieta questi alimenti, trovando alternative come spiegato in precedenza, ma se non si hanno disturbi non è necessario modificare la dieta. È anche vero che personalmente consiglio sempre ai miei pazienti di astenersi, ad esempio, dall’assunzione di glutine, per al¬meno tre giorni di seguito a settimana per “alleggerire” l’organismo dal continuo bombardamento di questa sostanza presente ovunque come additivo. Anche i ristoratori dovrebbero provvedere ad avere sempre più piatti senza glutine utilizzando magari cereali o pseudo cereali interessanti, come la quinoa o il grano saraceno che si abbinano bene a verdure e pesce, oppure introdurre prodotti delattosati per soddisfare le esigenze della clientela sempre più attenta al benessere fisico.

Cuochi, su il cappello!

29 dicembre 2018 | Redazione

La vanità è femmina? No, la vanità è chef. Sempre che sia questo il motivo per cui, quando appaiono nelle trasmissioni televisive o sono protagonisti di cooking show “dimenticano” spesso di indossare...

Palermo Coffee Festival: i giovani di GITC protagonisti tra formazione e cultura del caffè

23 settembre 2026 | Redazione

Dal 24 al 26 settembre otto ragazzi del gruppo giovani di GITC, guidati dal tutor Donato Pensa, affiancano come tutor cento studenti dell'Istituto Alberghiero di Palermo e prendono parte al talk "Coltivare il domani", dedicato al futuro sostenibile del caffè e del vino.

Notizie correlate

La Grappa "Distillato d'Italia". Il Consorzio Nazionale di Tutela lancia una campagna in Italia e all'estero

18 settembre 2026 | Redazione

Durante gli Stati Generali promossi dal Consorzio Nazionale Grappa al Roma Bar Show oltre venti realtà produttive si sono riunite per condividere dati, priorità e una nuova prospettiva di comunicazione e valorizzazione del distillato

I nuovi corsi professionali di École Ducasse: focus su mondo vegetale e valorizzazione degli ingredienti

17 settembre 2026 | Redazione

I nuovi corsi intensivi dedicati alla cucina Naturalité e alla pasticceria plant-based rispondono alle aspettative in evoluzione di chef, ristoranti e consumatori in tutto il mondo

LumenIA: un milione di euro in licenze gratuite disponibili per la ristorazione italiana

16 settembre 2026 | Redazione

L'iniziativa punta a rendere più accessibili gli strumenti di automazione e intelligenza artificiale alle PMI del settore

Carpano festeggia i 240 anni di storia. In Italia volumi quadruplicati negli ultimi 10 anni

16 settembre 2026 | Redazione

L'anniversario racconta la capacità di Carpano di continuare a crescere sui mercati internazionali mantenendo riconoscibili la propria identità, la qualità del prodotto e il legame con la cultura italiana del Vermouth

Roma Bar Show Awards 2026: L’Antiquario vince Il Best Italian Cocktail Bar

15 settembre 2026 | Redazione

La quarta edizione degli RBS Awards ha celebrato ancora una volta i migliori bartender, cocktail bar e protagonisti dell’ospitalità italiana

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 389 Supplemento - Menu engineering
09 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati