Scende finalmente l'inflazione generale nell'area euro, Italia compresa, e anche il comparto della ristorazione ne beneficia. Se infatti a novembre l'aumento dei prezzi è rallentato un po' ovunque (grazie in gran parte alla moderazione dei prezzi dell’energia), l'Italia in particolare ha fatto registrare un aumento di 0,8% su base annua, da +1,7% del mese precedente.
Sempre a livello generale, l’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7% per l’indice generale e a +5,1% per la componente di fondo.
Tuttavia, come sottolinea in una nota il Centro Studi di FIPE-Confcommercio, il rallentamento della dinamica dei prezzi registrato a novembre non ha riguardato solo l’inflazione generale, ma si è esteso anche alla ristorazione, dove dal tendenziale di + 4,7% di ottobre si scende al + 4,2%.
Andando nel dettaglio, la riduzione dei costi delle materie prime alimentari ed energetiche si sta trasmettendo anche ai listini di bar e ristoranti. Un trend che dimostra un volta di più come dietro l’adeguamento dei prezzi dei mesi scorsi non ci siano state azioni speculative ma, più semplicemente, la necessità di ammortizzare l’aumento dei costi, spesso anche soltanto parziale, con l’unico obiettivo di garantire la sopravvivenza delle aziende.