Dopo anni in cui le competizioni internazionali sembravano premiare soprattutto la varietà più rara o la scoperta più sorprendente, il mondo dello specialty coffee torna a puntare sulla Gesha. Come racconta Perfect Daily Grind, osservando le ultime edizioni dei campionati mondiali di caffetteria emerge un cambio di rotta: tra i finalisti del 2025 e del 2026 la Gesha è tornata a dominare, mentre varietà che negli anni scorsi avevano catalizzato l'attenzione, come Eugenioides, Pink Bourbon e Ombligon, sono diventate molto meno presenti. Il motivo non è una minore curiosità da parte dei professionisti, ma un contesto economico profondamente cambiato. L'elevata volatilità dei prezzi del caffè verde ha riportato l'attenzione su lotti che possano essere prodotti, acquistati e commercializzati con maggiore continuità. In questo scenario emergono anche Liberica ed Excelsa, non come sostitute della Gesha, ma come componenti complementari impiegate da alcuni concorrenti per aggiungere complessità sensoriale o per sperimentare nuove soluzioni in vista delle sfide climatiche future. Il cambiamento racconta qualcosa che va oltre il mondo delle competizioni. Per alcuni anni lo specialty coffee ha spesso associato il valore alla rarità; oggi il mercato sembra ricercare un equilibrio diverso, nel quale innovazione e sostenibilità economica devono procedere insieme. La Gesha rimane il punto di riferimento qualitativo, mentre le altre specie e varietà iniziano a trovare un ruolo meno spettacolare ma forse più duraturo. Come osserva anche Michael Harris Conlin nell'articolo, la stagione della "varietà esotica a tutti i costi" sembra lasciare spazio a una fase più matura. Una dinamica che ricorda da vicino quanto accaduto nel mondo degli spirit: l'ingrediente raro continua ad affascinare, ma il vero valore emerge quando riesce a integrarsi in un modello produttivo sostenibile, anziché vivere soltanto come curiosità da concorso.